Mercoledì mattina Paola Condemi.ha continuato nella sua protesta che va avanti dal 6 luglio per trovare una casa. “Protesta” seduta sulla panchina davanti al comune: 65 anni, separata, tre figli ormai fuori casa, racconta: “Ho avuto difficoltà economiche e sono rimasta indietro con il pagamento del canone di affitto. Quando ho potuto, ho pagato qualche rata ma il proprietario dell’appartamento ha fatto comunque partire la procedura di sfratto”. Evidentemente l’ammontare del debito ha indotto la proprietà a non attendere oltre e Paola Condemi si è trovata senza casa. Rivoltasi alle strutture comunali si è vista offrire una stanza privata in un alloggio condiviso nello stabile di piazza Berti, ma per la situazione in condivisione ha ritenuto di non accettare. Infatti dichiara “non me la sento di dividere spazi (cucina e servizi) con altra gente, non mi sentirei tranquilla, vivrei sempre con la paura che qualcuno possa introdursi nella mia stanza, anche se in uso esclusivo”.
La vicenda di Paola Condemi ha scatenato vivaci cori di solidarietà sui social, purtroppo però nessuno ha offerto soluzioni concrete. C’è anche chi ha affermato di essere a conoscenza che esistono svariati alloggi, sia ATC (Agenzia Territoriale per la Casa) che di proprietà comunale che sarebbero disponibili e quindi assegnabili. Alcune mattine fa vicino a lei si è presentato l’assessore Massimiliano Pampaloni che chiarisce questi aspetti: “Gli alloggi ATC come quelli comunali sono gestiti direttamente dall’ATC e assegnati in base a specifiche graduatorie, elaborate a seguito delle domande inoltrate.- dichiara l’assessore – E’ previsto che ogni quattro alloggi disponibili uno sia destinato alle emergenze abitative: anche queste sono soggette ad una graduatoria e al momento ci sono circa 14 nuclei da tempo in lista di attesa solo per le stesse emergenze abitative. Quando poi un alloggio si rende disponibile, per decesso, trasferimento o altro – prosegue Pampaloni – occorre renderlo nuovamente assegnabile verificando l’idoneità degli impianti, degli infissi e dei sanitari. E’ purtroppo frequente che certi alloggi vengano lasciati in condizioni disastrose e necessitino di notevoli spese di ripristino. L’ATC torinese dispone di un fondo regionale di 1,5 milioni di euro all’anno per i necessari ripristini, ben poca cosa su un patrimonio di 30mila alloggi. Quindi tra burocrazia e difficoltà economiche gli alloggi vengono dichiarati disponibili con il contagocce “.(le assegnazioni le fa il comune anche in fretta, ovviamente) Da parte del comune di Carmagnola, per accelerare le possibili assegnazioni di alloggi di proprietà comunale, vengono spesso anticipate le spese di ripristino. Se il nucleo sfrattato trova una sistemazione nel privato, il comune, tramite associazioni di volontariato, è disponibile ad aiutare per le spese di insediamento nel nuovo alloggio . Paola Condemi vuole comportarsi correttamente e non intende “occupare” alloggi vuoti, come purtroppo a volte succede, ma l’attuale situazione abitativa pubblica carmagnolese non lascia intravedere soluzioni nel breve periodo. Al momento i numeri del problema casa pubblica a Carmagnola sono i seguenti: 167 alloggi di proprietà ATC e comunali, oltre ai 14 nuclei su indicati di emergenze abitative in attesa, sono in graduatoria per un alloggio popolare circa 80 nuclei famigliari. L’amministrazione comunale carmagnolese ha predisposto e messo a disposizione 17 stanze in condivisione suddivise in 5 alloggi oltre a 6 posti letto uomo in un dormitorio per il primo aiuto.



