Si è svolto giovedì 18 giugno, presso la Sala Solavaggione della Biblioteca Civica di Carmagnola, l’incontro pubblico “Quale futuro per il socio-assistenziale?”, promosso dai consiglieri comunali di minoranza di Carmagnola Civica e Partito Democratico.
L’iniziativa è nata dalla volontà di approfondire una situazione che negli ultimi mesi ha assunto crescente rilevanza per il territorio: le difficoltà del Consorzio CISA 31 e, in particolare, i ritardi nell’erogazione dei contributi destinati alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie.
Ospite della serata è stata Monica Canalis, consigliera regionale e componente della Commissione Sanità, Assistenza e Servizi Sociali, che ha contribuito a fornire un quadro tecnico e istituzionale del sistema socio-assistenziale piemontese, chiarendo competenze, responsabilità e criticità che coinvolgono Comuni, Consorzi, Regione e Governo.

A margine dell’incontro, i consiglieri comunali di minoranza di Carmagnola Civica e Partito Democratico hanno dichiarato:
«Abbiamo scelto di promuovere questo appuntamento non per alimentare polemiche o contrapposizioni, ma perché riteniamo che il ruolo di chi siede in Consiglio Comunale sia anche quello di accendere i riflettori sui problemi che rischiano di rimanere ai margini del dibattito pubblico.
Dietro ai numeri dei bilanci e alle procedure amministrative ci sono persone reali: anziani non autosufficienti, persone con disabilità, famiglie che affrontano quotidianamente situazioni di grande complessità e che spesso dipendono da servizi e contributi fondamentali per mantenere una qualità di vita dignitosa.
L’incontro ha evidenziato come le difficoltà attuali non siano riconducibili a una singola causa o a un unico livello istituzionale. Esistono ritardi nazionali, criticità regionali e problemi strutturali che interessano il sistema del welfare. Proprio per questo riteniamo necessario abbandonare la logica dello scaricabarile tra enti e concentrarsi invece sulla ricerca di soluzioni concrete.
Questa è, per noi, la vera funzione della politica: non limitarsi alla denuncia, ma creare occasioni di approfondimento, favorire il confronto tra istituzioni e cittadini e contribuire alla costruzione di proposte credibili.
Dal dibattito è emerso con forza anche un tema più generale: il futuro del welfare territoriale. In una società che invecchia, in cui aumentano le fragilità sociali e le richieste di assistenza, è indispensabile rafforzare i servizi di prossimità, sostenere la domiciliarità e investire maggiormente nelle politiche sociali.
Una comunità forte non si misura soltanto dalla capacità di realizzare infrastrutture o attrarre investimenti: si misura anche dalla capacità di prendersi cura di chi attraversa una situazione di difficoltà e di garantire che nessuno venga lasciato indietro».



