La poesia non fa rumore, ma lascia il segno del suo passaggio. È linfa vitale, la stessa che nutre e fa crescere, giorno dopo giorno, il giardino letterario “Clemente Rebora” di via Chicchigneto (Savigliano). Un salotto immerso nel verde, che venerdì mattina, 20 marzo, ha ospitato il primo dei due momenti celebrativi organizzati dall’associazione culturale Cenacolo Clemente Rebora, nell’ambito del 18° Festival di Espressione artistica e Impegno civile.
Protagonisti gli studenti degli istituti superiori Cravetta-Marconi e Arimondi-Eula di Savigliano, coinvolti nel progetto “Il piacere di scrivere… poesia” (anno 2024-25), accompagnati dalle docenti Nadia Minervini, Federica Oggero, Carla Avena e Marilena Mellano.

L’incontro si è aperto con i saluti del presidente Antonio Scommegna che, rivolgendosi ai ragazzi, ha ricordato come la giornata si inserisca in un contesto più ampio, tra l’impegno dell’Unesco per la poesia sin dal 1999, l’equinozio di primavera, le iniziative del Fai e l’azione di Libera per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti delle mafie.
Il sindaco Antonello Portera, senza risparmiare complimenti, ha rivolto un augurio sincero all’associazione per «i quarantacinque anni di attività che scorrono nel sangue saviglianese e per i tanti che verranno». Poi ha sottolineato che «provare a scrivere in versi aiuta a tirare fuori qualcosa dal proprio cuore, riconnettendoci al nostro essere più autentico».
Per l’assessore alla Cultura Roberto Giorsino, «chi si avvicina alla poesia, ama il bello e riesce a esprimere emozioni profonde», un esercizio che «aiuta ad affrontare meglio la quotidianità». Ai ragazzi ha aggiunto: «Il vostro entusiasmo fa ben sperare per il futuro».
«La poesia sembra qualcosa di astratto, lontano da noi, ma con i cambiamenti indotti dall’intelligenza artificiale diventa più che mai centrale la dimensione dei sentimenti e dell’empatia», ha riferito invece il dirigente dell’Arimondi-Eula, Luca Martini.

Spazio quindi al cuore dell’appuntamento: la piantumazione di un Ibisco e lo svelamento di due nuove targhe affisse sulla “casetta della poesia”: una dedicata allo studente Nur Moccia (ex classe 2ªH AFM Arimondi-Eula), vincitore dello scorso concorso scolastico con il componimento “Il rispetto”, e l’altra a Massimiliano Kolbe, riportante un suo toccante omaggio alla Vergine Maria.
A declamarne i versi è stata Maria Franca Dallorto Peroni che, oltre a ricordare il sacrificio di Kolbe, ha posto l’accento sul valore della poesia quale ricerca dell’infinito. «Scrivere di sé è un po’ un navigare a vista, ci permette di lasciarci trasportare in territori inesplorati – ha detto -. I testi ci parlano in tanti modi: oggi, in questo luogo, diventano casa».
La cerimonia si è chiusa con le letture degli allievi, tra liriche originali e di grandi autori, a testimonianza del grande potere che le parole hanno di aprire spazi di riflessione e crescita.
IL READING PETALI DI PAROLE
Il secondo momento poetico è stato il reading “Petali di Parole”, andato in scena sabato pomeriggio, 21 marzo, al Village Art Cafè, con il patrocinio del Comune.
Anche in questa occasione sono intervenuti per i saluti il sindaco Portera e il presidente Scommegna, prima di lasciare campo libero alla lettura dei componimenti da parte di soci e simpatizzanti del Cenacolo Rebora. L’incontro – accompagnato dagli intermezzi musicali della Fondazione Fergusio con Angelo Pasquali alla chitarra – si è configurato come «un invito a fermarsi e lasciarsi attraversare dalla bellezza», dove le parole «svelano emozioni, pensieri e storie capaci di toccare il cuore e, simili a petali, arricchiscono il giardino della nostra umanità, negli istanti felici e in quelli più difficili», ha sottolineato Scommegna.
In ultimo, un omaggio letterario e uno scambio conviviale hanno suggellato due giornate in cui la poesia si è ritagliata la scena, confermandosi non solo espressione dell’interiorità, ma anche strumento vivo di consapevolezza collettiva.
Non sono mancati i ringraziamenti agli sponsor, ai media locali, nonché a quanti hanno condiviso e condivideranno un pezzo del cammino con questa realtà ben radicata nel tessuto cittadino.
Un percorso che guarda avanti, nel segno della continuità, malgrado non verrà più organizzato il Premio Kolbe. «Per ragioni logistiche ed economiche, siamo stati costretti a interromperlo. La nostra attività però prosegue con immutata passione», ha concluso il presidente, rinnovando l’invito ai prossimi eventi.



