E’ ormai cronica la situazione a causa del mancato versamento dei contributi per la “Vita indipendente” e per la domiciliarità che il Cisa 31 deve versare alle persone/famiglie in situazione di grande necessità assistenziale. Racconta Germano Tosi, sulla sedia a rotelle dal 1990 a seguito di un brutto incidente stradale: “A gennaio ho ricevuto, come le altre persone titolari del progetto personale, il pagamento del mese di novembre e nel contempo mi hanno informato che non vi erano certezze per il futuro a causa dei ritardi nelle erogazioni da parte della Regione. La mia condizione è analoga a tutti quelli che si trovano in situazioni come la mia – prosegue – e necessita di assistenza h24 tutti i giorni della settimana, ferie e festività comprese, grazie alle persone che ci assistono il cui supporto è indispensabile, anzi direi vitale. Un lavoro retribuito e regolarizzato con contratto di lavoro che deve essere onorato con continuità e dignità, ma le sconfortanti notizie sulle future erogazioni non più corrisposte pesano come una condanna”.Scrive in proposito la consigliera regionale PD Monica Canalis: “Se sul fronte della residenzialità e semi residenzialità (pazienti assistiti in struttura) il Piemonte sconta già annosi problemi dovuti alle liste d’attesa, all’assenza di riforme strutturali, alla carenza di personale e al mancato aggiornamento delle tariffe, ora anche la domiciliarità (pazienti assistiti presso il loro domicilio) sta entrando in una crisi profonda. Ad aprile, infatti, molti dei 46 EEGG (Enti Gestori delle Funzioni Socio Assistenziali), comunemente chiamati “Consorzi socio assistenziali”, sospenderanno i contributi per gli assegni di cura e i servizi di assistenza domiciliare per i quasi 25.000 piemontesi che ne beneficiano”.Si tratta di persone anziane o con disabilità, assisite delle famiglie per coloro che ce le hanno o che vivono da sole con l’aiuto delle persone che si occupano dell’assistenza personale (Tosi sottolinea di non chiamarle “badanti”). Evitare il ricovero in una struttura è un diritto umano e soggettivo, nella eguaglianza di una libertà di scelta al pari di ogni altra persona senza disabilità.”Gli assegni di cura e per la domiciliarità sono ben più diffusi e capillari dell’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) -prosegue Canalis – e, a differenza di quest’ultima, sono finanziati non da risorse sanitarie, ma sociali. La fonte è il Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA), che viene ripartito dal Governo nazionale alle Regioni e poi da queste distribuito agli ATS (Ambiti Territoriali Sociali)”. Il riparto del fondo regionale comprende i contributi per la vita indipendente che, ribadisce Tosi, sono vincolati e personalizzati.”Al momento la Regione non è in grado di assegnare il Fondo – dice ancora Canalis – perché i due Piani nazionali triennali 2025-2027 (anziani e disabilità) non sono ancora stati predisposti dal Governo. Quando saranno approvati, la Regione dovrà fare la propria programmazione che poi sarà validata a livello nazionale e solo dopo verranno trasferite le risorse, a condizione che le rendicontazioni pregresse siano regolari. Insomma, siamo fortemente in ritardo e l’iter è ancora lungo. Intanto i consorzi non possono chiedere l’anticipazione di cassa alle banche, perché le risorse non sono state assegnate dalla Regione”.Nei giorni scorsi Tosi ha partecipato, con altre persone interessate al problema, ad un incontro con i vertici del Cisa 31 per sollecitare almeno il pagamento delle rate inevase relative ai primi tre mesi del 2026. Di fronte alla risposta di impossibilità di reali garanzie lo stesso Tosi chiamava in diretta telefonica l’assessorato regionale al welfare per un confronto diretto, ricevendo la precisazione che i trasferimenti relativi erano stati predisposti e in fase di verifica con la struttura che provvede ai pagamenti. I responsabili Cisa confermavano comunque di aver ricevuto le quote programmate dei vari comuni del consorzio manifestando la loro intenzione per pagare al più presto le quote arretrate per la “Vita indipendente”. Resta l’incognita sul futuro: cosa succederà dopo il prossimo aprile?Germano Tosi è impegnato, in qualità di presidente e rappresentante legale, nell’Enil (European Network on Indipendent Living cioè Rete europea per la Vita Indipendente), una organizzazione di persone con disabilità, fondata nel 1989 a Strasburgo, che opera per diffondere e promuovere l’applicazione di definizioni, concetti e principi della Vita Indipendente. Nel suo ambito è nata nel 1991 Enil Italia, associazione di promozione sociale e membro invitato permanente dell’OND (Osservatorio Nazionale sulle condizioni delle persone con Disabilità).Sarebbe ora che si passasse dalle parole, dalle rassicurazioni, dai «Stai tranquillo che tutto si risolve» ai fatti: non è solo una questione di correttezza ma di sopravvivenza.



