Cirio, Chiorino e Bussalino durante l’incontro al Grattacielo della Regione Piemonte: “Tutelare lavoro e competitività produttiva, i lavoratori mai soli” – Il sindaco Oderda: “Aperti a possibili offerte concrete per salvare uno fra gli stabilimenti più produttivi in Italia”
Il futuro dei lavoratori dell’ex Ilva (ora Acciaierie d’Italia) di Racconigi, è appeso a un filo. Una situazione che si sta rivelando drammatica, malgrado varie interlocuzioni da parte del Comune e due bandi di gara per cercare di ottenere un’eventuale cessione dello stabilimento.
Tutto questo si traduce in un quasi totale fermo produttivo dello stabilimento locale. Si contano infatti ad ora una cinquantina di dipendenti in cassa integrazione, che potrebbe arrivare addirittura a 80 sugli 87 in organico entro l’inizio di novembre.
Dopo un presidio già avvenuto il 16 ottobre davanti alla sede, in presenza del sindaco Valerio Oderda e del vice sindaco Alessandro Tribaudino, il 28 dello stesso mese si è anche mossa la Regione Piemonte. Per l’occasione al Grattacielo della Regione Piemonte è stato convocato Il tavolo regionale di crisi dal presidente Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e all’assessore alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, al quale hanno partecipato le rappresentanze sindacali e le rsu degli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi e Gattinara.
Un confronto voluto per raccogliere le istanze dei lavoratori e dei sindacati, nonostante il rinvio del tavolo nazionale e per dare segno di vicinanza alle maestranze piemontesi del settore siderurgico.

«Il Piemonte – hanno dichiarato Cirio, Chiorino e Bussalino – non resterà spettatore. Faremo tutto ciò che è nelle nostre competenze per difendere i posti di lavoro e il futuro industriale del nostro territorio. L’appetibilità del Piemonte è motivo di fiducia per rilanciare le produzioni e attrarre nuovi investimenti». La Regione continuerà a collaborare con il ministro Adolfo Urso e con il Governo per individuare soluzioni che garantiscano la salvaguardia dei lavoratori e del sistema produttivo piemontese.
L’incontro sta dando inoltre piena continuità a un presidio in corso da oltre due anni.
Le uniche manifestazioni d’interesse complessive pervenute per lo stabilimento racconigese proverrebbero da fondi finanziari di natura speculativa e non da solidi partner industriali. Questo scenario allarma ulteriormente le comunità locali e alimenta il timore di pesanti ricadute occupazionali.

Il sindaco Valerio Oderda qualche settimana fa, ha voluto lanciare un messaggio di incoraggiamento, propenso comunque ad accettare un’offerta concreta da parte di qualche azienda. “Lo stabilimento Ilva di Racconigi, in una delle province più produttive d’Italia, ha dipendenti che offrono da sempre una qualità assoluta e che hanno contribuito non poco a rendere davvero grande questa azienda. – spiega Oderda – Ma oggi la realtà nazionale è difficile e rispetto a queste dinamiche Racconigi è, purtroppo, solo una piccola parte del tutto. Però questa piccola parte, in questi mesi, è stata oggetto di assoluta attenzione da parte di una serie di gruppi che hanno la volontà di investire, di metterci davvero i quattrini e garantire ai dipendenti e al territorio un progetto di sviluppo significativo”.

“Dico a tutti, anche alle forze sindacali che stanno portando avanti, giustamente, una loro visione, che potrebbe essere saggio valutare con attenzione queste offerte e, perché no, sceglierne una, la migliore. – conclude – Facendo così le maestranze oggi in Ilva potrebbero portare a casa risultati concreti in termini di lavoro e di crescita non solo nel breve, ma anche nel lungo termine”.



