In un consiglio comunale gremito come poche volte è accaduto, lo scorso 25 settembre si è discusso del futuro dell’asilo nido comunale Craveri e delle sue educatrici.
La vicenda è nata nel novembre 2024, quando il capogruppo Sibona con una interpellanza scatenò una infuocata discussione con la Giunta ed alcuni consiglieri Comunali. Il contendere verteva sulla decisone della Giunta Comunale Gaveglio di “esternalizzare” ad una cooperativa il servizio delle educatrici e sul futuro di queste dipendenti comunali. In sostanza si è suggerito alle maestre di licenziarsi dal “posto fisso” pubblico per farsi assumere dalla futura cooperativa a cui il Comune vorrebbe appaltare il Nido. Diversamente le “tate” del nido saranno ricollocate all’interno di altri uffici comunali.
La nuova interpellanza del Partito Democratico, di Carmagnola Civica e Azione chiedeva aggiornamenti proprio su questa vicenda, visto che il nido Craveri a breve vedrà completarsi le opere di ampliamento che porteranno la struttura comunale a poter ospitare fino a 110 bambini.
Nella seduta del 25 settembre a cui hanno partecipato in presenza oltre 50 persone nel pubblico e quasi cento collegate in streaming, la Sindaca ha esordito affermando che: “L’accesso a questo servizio educativo e di qualità deve avvenire a costi sostenibili per le famiglie, quindi con una ricaduta positiva diretta sulle stesse ed un beneficio indiretto sulla città per l’appeal di questo servizio come servizio di prossimità e di radicalizzazione sul territorio per nuovi nuclei. L’esperienza assolutamente eccellente del Sebastiano Craveri deve rimanere al centro del progetto educativo anche in termini di continuità e si deve replicare sul nuovo edificio perché le famiglie possano essere garantite sulla omogeneità del servizio offerto in entrambi gli spazi. La scelta dell’esternalizzazione va esattamente in questa direzione, perché non sarebbero immaginabili due gestioni differenti per offrire uno stesso servizio. Non possiamo riconoscerci nella indicazione prefigurata da questa interpellanza, perché stiamo investendo su un progetto educativo, non sullo smantellamento. Le imprese specializzate nel settore hanno esperienza consolidata nella gestione dei servizi per l’infanzia e possono contribuire a valorizzare ancora di più l’eccellenza del servizio attualmente offerto, integrandolo con modelli educativi altrettanto innovativi magari anche con più specifiche cure e attenzioni nei confronti delle esigenze familiari».
Un concetto ribadito anche dall’assessore al personale Bertero: «Ad oggi, non essendo ancora state definite le modalità della futura gestione, non sarebbe stato possibile alcun confronto sindacale, mancandone i presupposti. Noi valuteremo ogni possibile soluzione che consenta di conservare l’utilizzo dell’ottimo personale attualmente impiegato nel servizio, anche nel futuro contratto esternalizzato, e cercheremo di garantire tutte le tutele per il personale esistente. Non è certamente intenzione di questa amministrazione né smantellare l’equipe educativa esistente, né distruggere ogni continuità educativa con la futura nuova gestione, come si legge nell’interpellanza: noi vogliamo cercare di individuare tutti i percorsi utili perché questo avvenga».
Il consigliere del Partito Democratico, Federico Tosco ha contestato le affermazioni di sindaco e assessore: “Si è parlato da subito della questione dei costi, dei costi che sono necessari ad affrontare un nuovo asilo nido comunale e questa scelta, ricadrà poi su tutto quello che è il servizio già esistente; mi diventa veramente difficile capire come si possa replicare il servizio esistente con una cooperativa nuova e quindi riuscire a coniugare le due realtà. Vorrei iniziare a dire qualche parola forse forte, però secondo me è necessario, arrivati a questo punto, dire che sia stata sicuramente fino ad oggi molta superficialità nel trattare la questione. E’ una cosa gravissima quella che si sta succedendo, credo che ci sia anche una mancanza di visione educativa, perché non è solo con la creazione di quattro muri che si costruisce un asilo nido, ma è proprio attraverso anche il personale con cui questo asilo viene, insomma, nutrito e coltivato. Quindi io credo che ci siano delle responsabilità politiche e amministrative precise.
“E’ importante – ha concluso Tosco – la risposta che sta dando la città, che è presente anche qua in quest’aula, che ringrazio per la presenza, perché questa non è una battaglia politica, o quantomeno non è solo una battaglia politica, credo che sia una battaglia giusta, civica, e speriamo che ci ripensate su”.
Sulla stessa linea l’intervento del consigliere Paolo Sibona: “Non ho mai fatto mistero nel giudicare pubblicamente questa decisione già presa dall’amministrazione comunale e comunicata con colpevolissimo e pavido ritardo, di ritenerla una decisione scellerata, sia dal punto di vista educativo sia dal punto di vista organizzativo funzionale, perché il fatto che al centro della vostra attenzione ci siano i costi l’ha certificato la Sindaca, mettendolo come primo punto nel suo intervento questa sera, quando ci dice che bisogna che il nuovo nido sia compatibile dal punto di vista dei costi. Voglio ancora vederlo, nero su bianco, questo ipotizzato risparmio: pensate di non liquidare il personale comunale esistente, vuol dire che pagherete le educatrici per fare un altro lavoro in municipio e in più pagherete le educatrici della cooperativa che le dovranno sostituire a fare il loro lavoro. Quindi toccherà a voi spiegare alla città dove sta questo risparmio”.
“Adesso ci dite – continua Sibona – che finalmente le decisioni sono prese, che è tutto definito, adesso a cose fatte si può aprire il confronto. Allora, se questo fosse vero, non si spiegherebbe perché oltre a un anno fa, avete comunicato al personale dell’asilo nido le vostre intenzioni.
Perché, se non si poteva sedersi a un tavolo e ragionare, avete fatto un’imboscata convocando in Sala Giunta un delegato sindacale per comunicargli questa decisione, come già presa oltre un anno fa, e adesso aprite il confronto? Ma questa è una cosa ridicola ed è assolutamente inaccettabile dal punto di vista delle relazioni sindacali.
Credo che sia difficile immaginarsi un modo di agire più scorretto, perché se davvero voi volete fare il confronto anche con le organizzazioni sindacali, almeno a una lettera che vi hanno mandato, potevate avere la decenza di rispondere, come si fa fra persone civili.
Il vostro metodo è sempre questo – ha concluso il consigliere del PD – il piatto pronto, prenderlo o lasciare. Allora, penso che questo, come ha detto egregiamente Federico, non è un tema solo politico, è anche un tema civile, e penso che, spero, la cittadinanza sappia intervenire adeguatamente nel confronto che si aprirà da domani in avanti”.
Al termine della discussione, dal pubblico in sala è emersa una corale disapprovazione alla decisione presa dalla Giunta Gaveglio e anche sui social si è scatenata un’aspra critica alla decisione della Giunta Comunale. Nei prossimi giorni verrà convocata, dai partiti all’opposizione, un’assemblea pubblica in cui si inviterà la popolazione a discutere della decisione e ad esprimersi, per difendere il servizio pubblico offerto dal Nido comunale.



