L’associazione Utim attacca il Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale Cisa 31. Lo fa con un comunicato in cui spiega come: “Da agosto 2025, ha comunicato a molte famiglie che non è più in grado di versare loro i contributi mensili per l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti, cioè di quelle persone che necessitano di un aiuto costante per le attività quotidiane, a causa di disabilità o gravi condizioni di salute. La motivazione ufficiale del CISA31 parla di “ritardi nei trasferimenti dei fondi regionali e ministeriali”. Ma tale giustificazione, non può in alcun modo legittimare la sospensione di un diritto, tutelato anche da accordi oltre che da norme regionali e nazionali”
L’Utim, unione per la tutela delle persone con disabilità intellettive, ha denunciato pubblicamente la decisione del Consorzio, definendola un vero e proprio abbandono istituzionale. “Con una semplice lettera, il CISA31 ha lasciato senza aiuti economici decine di famiglie che, grazie a quel contributo, riuscivano a garantire una presenza continuativa di un’assistente familiare. È un danno enorme, non solo economico, ma umano, sanitario e sociale. Famiglie improvvisamente senza risorse per pagare le assistenti domiciliari; Persone anziane, malate o con disabilità gravi che rischiano di restare senza cure e senza supporto. Equilibri familiari compromessi, con ripercussioni sulla salute, sulla dignità e sulla sicurezza delle persone più deboli. Questa non è una questione di bilancio: è una questione di diritti fondamentali: le difficoltà economiche non possono e non devono ricadere sulle spalle dei più deboli. Le famiglie coinvolte, sostenute da UTIM odv, hanno già inviato lettere di opposizione e chiesto con urgenza che il CISA31: reattivi immediatamente i contributi sospesi, utilizzi anticipazioni di cassa dei comuni consorziati come previsto per legge, oppure attivi servizi diurni a tempo pieno e garantiscono la continuità assistenziale. Il Consorzio e i Comuni ad esso associati hanno gli strumenti per intervenire subito. Ciò che serve ora è la volontà politica di farlo. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i Sindaci dei Comuni del CISA31: intervenite subito, per ripristinare i contributi e tutelare le necessità delle persone non autosufficienti e i loro diritti.Chiediamo anche ai cittadini di non restare indifferenti. Oggi sono queste famiglie a essere colpite, ma domani potrebbe accadere ad altri. Difendere i diritti sociali significa sostenere il tessuto stesso della nostra comunità e in particolare chi è più in difficoltà”.



