Sotto il tendone allestito nel cortile della Cascina Vigna è andata in scena la 9° edizione di “Letti di Notte”, il festival letterario carmagnolese che anche quest’anno ha visto la presenza di 6-700 persone ogni sera. Organizzato dal “Gruppo di lettura di Carmagnola”, “Letti di Notte” è un insieme ben armonizzato di “cultura” in cui la musica, la danza, la fotografia, l’arte e la lettura trovano il loro compimento.Un successo dovuto all’eclettica volontà e immaginazione di Maurizio Liberti vero “Deus ex machina” che dal 2016, insieme agli amici del gruppo ha animato le diverse serateUn format ben collaudato che ha visto l’introduzione di ogni serata con una performance dei ragazzi di “Normalmente” seguita poi dalla performance delle ragazze di Essenza Danza che hanno aperto e chiuso le serate. Un appuntamento che gli ospiti dell’edizione 2025 hanno illuminato con le loro testimonianze e le loro esperienze. Personaggi che per una sera sono usciti dagli schermi televisivi e sono entrati nel mondo delle persone, che li hanno potuti sentire, vedere, toccare.
Il festival letterario si è aperto con Marco Bocci, uno degli attori e conduttori televisivi più amati della televisione Italiana. Bocci, sotto gli sguardi entusiasti dei partecipanti, ha raccontato del suo romanzo e di come è riuscito a cucire questo thriller psicologico che parla dei rapporti e dei meccanismi della seduzione e del sesso.Bocci ha raccontato il lungo calvario dell’encefalite che lo ha colpito nel 2018, una malattia che ha cancellato la memoria a lungo termine dell’attore che solo negli ultimi anni è riuscito a riprendere parzialmente. Dopo la grande apertura con Marco Bocci, è stata la volta del comico, attore e scrittore livornese Paolo Ruffini ad emozionare il pubblico record di Letti di Notte. Ruffini ha infatti ricevuto un’accoglienza straordinaria, in occasione della presentazione del suo libro “Benito, presente!”, ricambiata da una sua grande prova fatta di cultura storica, religione e filosofia e ha evidenziato con consapevolezza come la nostra società attuale abbia subito un cambiamento simbolico nell’ultimo ventennio, sia nelle relazioni, sia nel culto dei miti del cinema e sia nei valori del singolo e del gruppo. Alcuni suoi concetti chiave espressi durante la serata: «Il contrario di guerra? Non è pace, ma cultura!», «Preferisco le persone più sensibili come chi è down a quelli intelligenti, il mio migliore amico (intervenuto anche a sorpresa telefonicamente per salutare con amore il pubblico di Carmagnola) ha la sindrome di down». E ancora: «Nella nostra società siamo vittime di etichette e frustrazioni, non dobbiamo farci condizionare dal giudizio altrui, ma basarci su noi stessi». Sempre durante la presentazione della sua opera, che è una romantica storia che segue un viaggio nel tempo nel 1890, Ruffini ha raccontato di quando il professor Edoardo Meucci incontra un giovane Benito Mussolini. Con il libro “Un decimo di te”, invece, l’ex conduttore radiofonico e televisivo, pioniere di MTV Italia con le 1100 di TRL negli anni 2000 e volto del Festivalbar Marco Maccarini ha raccontato le sue esperienze lungo i vari sentieri in cammino, partendo da quello impegnativo di Santiago, sino alla Magna via Francigena (da Palermo ad Agrigento), passando per la paura del vivere selvaggiamente in tenda nella notte nei boschi. Tanti altri aneddoti per una serata davvero esilarante con un personaggio super loquace, simpatico e travolgente, torinese “doc”.Al Corriere si è inoltre aperto con alcuni suoi punti di vista interessanti. «Ho già vissuto ormai vent’anni di cammini e gli ultimi dieci li ho condivisi sui social. Sono stati cammini veri, reali, nelle varie regioni d’Italia, nonché a Santiago di Compostela in Spagna. – confessa Maccarini – Per tutti questi ho dato anche qualche consiglio ai neo camminatori e ai camminatori affermati». Tra gli ospiti della serata con Maccarini, il sindaco racconigese Valerio Oderda, che ha presentato la prossima manifestazione di “Libri a Castello” a Racconigi.
La penultima serata con l’avvocata di Urbino ed ex parlamentare Lucia Annibali ha unito tutti con commozione e tenacia nella sua battaglia, contro la violenza sulle donne e di genere, spiegando anche la sua campagna nelle scuole per sensibilizzare il tema. “Per il coraggio, la determinazione, la dignità con cui ho reagito alle gravi conseguenze dell’ignobile aggressione subita”: un’affermazione che Annibali esprime nel suo libro presentato a LDN “Il futuro mi aspetta” per spiegare la sua risposta al caso di violenza da lei subito il 16 aprile 2013, quando il suo volto venne sfregiato con l’acido da due uomini mandati dal suo ex-fidanzato Luca Varani. Varani è stato condannato nel 2016, in via definitiva, a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e stalking, mentre i due uomini che hanno materialmente commesso il reato sono stati condannati a 14 anni.Nell’incontro emerge l’importanza dell’utilizzo di un linguaggio consapevole e l’amore infinito di Annibali per la cara nipotina Giulia, sua immagine riflessa di bambina e una delle ragioni di suo sostegno per il futuro. «Io sono sempre stata contraria ad esprimere la mia vicenda alle tv e ai giornalisti, perché non volevo che questa fosse di tanti e di tutti, volevo preservare la mia storia e non volevo fossero altri a descrivere i miei sentimenti sul fatto subito. La conoscenza però sul tema della sensibilizzazione alle violenze di genere rende forti e libere».
A chiudere l’appuntamento di LDN 2025 è stata Rita Pavone, la celebre cantante che ha portato una ventata di freschezza sul palco carmagnolese. Coi i suoi 80 anni, Rita Pavone è ancora oggi una Star che si è cimentata quasi per caso in questo libro “Gemma e le altre” che trae spunto da un suo disco in cui ha raccolto le testimonianze di un gruppo di donne, diverse tra di loro, e con esperienze sentimentali diverse, che hanno ispirato le canzoni prima e il libro oggi. La Pavone non ha mancato poi di raccontare della sua carriera, del suo lungo soggiorno negli Stati Uniti e della sua famiglia.Ma oltre agli “ospiti” il festival letterario carmagnolese stupisce sempre più con le sue manifestazioni collaterali.“Adesso scrivo io” ha visto quest’anno gli studenti dell’Istituto Superiore Norberto Bobbio di Carignano, accettare la sfida di insegnanti e del Gruppo di Lettura. 116 i racconti che avevano come filo conduttore “Mettere in tavola parole e sentimenti” e una giuria di giornalisti locali ne ha scelti 30 che sono stati raccolti in un libro, edito da Buendia Book, intitolato “Adesso scrivo io” che potete trovare nelle librerie carmagnolesi al prezzo di 6 euro.Sempre la giuria ha scelto i migliori tre. Vincitori che hanno avuto in premio una carta prepagata della Banca dei Territori del Monviso. Tutte le serate sono state “documentate” con le foto del Circolo fotografico “La Fonte” che ha schierato negli incontri i suoi fotografi per immortalare i momenti più importanti. Ma la novità di quest’anno è stata il contest a cui i fotografi sono stati chiamati a cimentarsi. Infatti con “Il piacere di leggere” le macchine fotografiche carmagnolesi si sono sbizzarrite nel trovare lo scatto migliore.
Sempre molto partecipato il “concorso vetrine” a cui 22 commercianti carmagnolesi hanno partecipato. Per l’occasione del festival letterario è stato chiesto ai negozi del territorio, di realizzare allestimenti a tema libro/letteratura. Spazio anche all’arte con le rondini di “Cracking Art”, costruite con plastica riciclata, che hanno accompagnato gli spettatori lungo il viale che conduce al cortile.Insomma una grande performance che evidenzia come “Letti di Notte” sia il più importante appuntamento culturale carmagnolese.E, siamo certi, l’edizione n°10, quella del 2026 ci riserverà grandi sorprese.



