Le perplessità espresse in Regione sul festival Samsara hanno trovato d’accordo anche la sezione carmagnolese di AVS – Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, che con un comunicato dichiara: «Quanto spiegato dalleConsigliere Regionali Cera e Ravinale e da Angela Inglese ci trova assolutamente allineati e le loro dichiarazioni hanno la nostra totale solidarietà. Karmadonne è attiva sul territorio carmagnolese da anni ed è diventata un punto di riferimento per molte famiglie, offrendo diversi servizi pensati per migranti, ma anche per le persone più marginalizzate ed economicamente sfavorite. Con il festival annuale “Intrecci” l’associazione festeggia tramite eventi musicali e culturali la continua volontà a unire e far conoscere diverse culture, includendo tra l’altro la Giornata Mondiale del Rifugiato. Mesi fa la Giunta Gaveglio, in merito al “Samsara”, ci spiegava che «L’iniziativa nasce dalla necessità di affrontare le condizioni di isolamento ed emarginazione che colpiscono fasce sempre più ampie della popolazione, in particolare giovani e anziani, offrendo loro nuove opportunità di riscatto sociale attraverso l’incontro e la collaborazione intergenerazionale» e ancora che «Carmagnola è una città che guarda al futuro valorizzando il proprio patrimonio culturale e sociale. Con “Samsara – Il ciclo delle idee” vogliamo dare alla nostra comunità un’opportunità concreta per crescere attraverso il dialogo, l’ascolto e il confronto. Crediamo che la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei cittadini, in particolare dei giovani, siano la chiave per costruire una società più consapevole e inclusiva. Questo progetto rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare i legami tra generazioni e per stimolare nuove idee, capaci di generare un impatto positivo duraturo sul nostro territorio.» Allo stesso tempo, però, oggi si arroga il diritto di scegliere cosa sia culturalmente inclusivo e cosa no. Ironicamente, la descrizione fatta dalla Sindaca sembra molto più pertinente a “Intrecci” che non a “Samsara”. Inoltre, non è per nulla chiaro come quest’ultimo rispetti criteri e presupposti che giustificherebbero un finanziamento stanziato di 100.000€ di fondi attinti dalle politiche sociali della Regione Piemonte, considerando che l’evento sembra essere indirizzato a una propaganda ben precisa. Questo evento richiama e rivendica soltanto a parole una tavola rotonda e uno spazio per la condivisione di idee in un contesto cittadino in cui, invece, è sempre più evidente l’enorme divisione tra chi è allineato alla maggioranza e tra chi invece propone alternative, in una realtà dove non a tutti è permesso avere il proprio posto a sedere e soprattutto in una realtà dove a fronte di disagi che rientrano per davvero nel contesto delle politiche sociali e che toccano tantissime famiglie che hanno sempre meno risorse per affrontare fragilità legate a disabilità o anzianità, per fare un esempio concreto, Comune e Regione rispondono con un festival ideologico».



