Il Comune di Carignano, su suggerimento dell’Associazione Progetto Cultura e Turismo, ha presentato la domanda per far aderire Villa Bona al circuito dell’ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane). Quest’ultima riunisce i proprietari immobili storici di tutta Italia che rappresentano un componente importante del patrimonio culturale del nostro Paese.
Ben 4500 soci hanno finora aderito all’ADSI che è costantemente impegnata insieme alla EHH (European Historic Houses Association) nel promuovere la tutela e la valorizzazione degli edifici storici. Villa Bona farà così ben presto parte delle dimore storiche del Piemonte come hanno fatto nel Carmagnolese il Castello di Pralormo, il Borgo Cornalese a Villastellone, il Castello di Marchierù a Villafranca Piemonte ed il Castello Asinari di Piossasco a Virle.
E’ un altro tassello che si andrà così ad aggiungere al piano del Amministrazione Comunale di riqualificazione dell’edificio e dell’area circostante.
Dopo importanti interventi che hanno riguardato il rifacimento della copertura e la sostituzione degli infissi ed alcuni restauri, il Comune di Carignano ha ottenuto dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) un finanziamento di circa un milione di euro che sarà destinato alla riqualificazione del giardino e del parco di Villa Bona. Di proprietà del Comune dal 1969, quest’ultima è indubbiamente uno dei beni culturali di maggior interesse della città di Carignano.
L’edificio, di origine medioevale, dall’inizio del Settecento è appartenuto alla famiglia Provana Del Sabbione. Nei primi anni del secolo scorso, invece, la villa è stata acquisita dagli industriali biellesi Bona, proprietari del vicino lanificio. Dagli Anni Sessanta fino al 1995, invece, Villa Bona ha ospitato la sede del Municipio prima di trasferirsi nell’attuale sede.
Nel corso degli anni, inoltre, l’edificio ha ospitato i set cinematografici di diverse serie televisive. Tra queste si ricordano “La strada di casa”, fortunata serie di Rai Uno con protagonisti Alessio Boni, Lucrezia Lante Della Rovere e Sergio Rubini ma anche film come “Vincere” di Marco Bellocchio e “I Demoni di San Pietroburgo” di Giuliano Montaldo.



