PRALORMO – Pralormo, nel segno della continuità, è nella fase di una “seconda giovinezza”. Con rinnovati stimoli, il primo cittadino (allora vice sindaco uscente) Emma Burzio, votata a “furor di popolo” quasi un anno fa alle elezioni amministrative, vuole concretizzare con decisione quanto proposto nel suo programma elettorale, puntando in primis sulle risorse umane della sua squadra, fondamentali nel suo percorso. Ecco un profilo sul sindaco, ma anche tutti i lati che caratterizzano e caratterizzeranno il paese, patria di “Messer Tulipano” e non solo.
A quasi un anno dalla sua istituzione a sindaco, a che marcia è proceduto il passo dell’amministrazione comunale a livello di lavori pubblici e iniziative collettive?
«A Pralormo, in questi primi nove mesi di mandato, l’attività dell’amministrazione comunale che rappresento non si è fermata rispetto all’attività svolta dalla precedente amministrazione, in cui ero vicesindaco. Con la mia squadra si sta procedendo a passo spedito, partecipando ai bandi volti ad ottenere finanziamenti pubblici che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi fondamentali per Pralormo, come la pista ciclopedonale in via Carmagnola, la riqualificazione delle aree dismesse come l’ex casa del peso, l’ex sede della Pro Loco e l’ex cascina Piana-Torta e il grande progetto che vede coinvolto il Lago della Spina».
Assessorato e Consiglio Comunale, che rapporto ha con i due organi?
«Grazie al vicesindaco Francesco Abbona, all’assessore Mario Musso (che con me compongono la Giunta comunale) e a tutto il Consiglio comunale (minoranza compresa), stiamo lavorando in armonia e collaborazione per un obiettivo unico che è il bene per Pralormo».
Il suo legame con la cittadinanza, tra un appuntamento e l’altro, ricordando quello che più l’ha preso sinora e a quali si affaccerà?
«Pralormo riesce a portare avanti le iniziative anche grazie a una forte collaborazione con le associazioni di volontariato, tra le quali spicca la Pro Loco, i cui componenti sono molto giovani e propositivi. Sin dai primi giorni del mio insediamento, ho fatto dell’ascolto il filo conduttore del mio mandato, poiché solo stando al fianco dei miei concittadini ed interpretando le loro reali necessità, posso adempiere all’incarico che mi è stato conferito alle urne. È anche per questo che ho scelto di dedicarmi totalmente a Pralormo e ai pralormesi e far sì che la mia figura diventi un riferimento per tutti i miei concittadini».
Associazionismo locale e i rapporti con i Comuni limitrofi.
«Essere un piccolo Comune ci spinge ad aderire a tutte le forme di partnerariato con gli atri comuni, con i quali ci interfacciamo poiché da soli rischieremmo di soffocare, sia per la burocrazia che per la scarsità di personale».
Come si prepara al prossimo Messer Tulipano, che la vedrà per la prima volta da primo cittadino?
«Quest’anno sarà la prima edizione di Messer Tulipano che vivrò nel ruolo di sindaco, un’esperienza che mi accingo ad affrontare con sempre maggior senso di responsabilità e con impegno crescente. Evento ormai di portata internazionale, ”Messer Tulipano” ci porta ad adottare tutte le misure indispensabili affinché, d’un lato, i visitatori trovino tutti i servizi necessari per trascorrere piacevolmente alcune ore nell’invidiabile castello di Pralormo e nel suo parco e, dall’altro, che i residenti non siano penalizzati nella loro quotidianità, a causa dell’afflusso degli oltre 70mila visitatori che ogni anno “invadono” Pralormo durante il mese di aprile per osservare i tulipani e percorrere la via centrale del paese, dove i nostri produttori espongono le loro eccellenze agro-alimentari alla mostra “Cascine in piazza”.
Quali altri patrimoni che non conosciamo ci illustrerebbe su Pralormo?
«Pralormo non è attrattiva solo per il castello e i suoi tulipani. Il Santuario della Madonna della Spina e il Lago della Spina (che prende il nome proprio dal Santuario) sono le altre due nostre grandi ricchezze».
Ancora un suo pensiero su Papa Francesco, che ha avuto modo di incontrare, prima che le condizioni di salute si aggravassero, come sappiamo.
«Ho vissuto l’incontro col Santo Padre portando nel cuore tutta la comunità pralormese. Mai avrei pensato di potergli parlare e scambiare divertenti battute con lui!».



