Doveva semplicemente mettere da parte l’agitazione, scendere in pista e fare ciò che le veniva ormai naturale: danzare. Elisa Perrone, carmagnolese, ha centrato l’obiettivo al suo primo Mondiale, portando in alto il nome dell’Italia. All’Ido World Championship, che si è tenuto a Skopje in Macedonia dal 18 al 23 novembre, ha ottenuto successi strabilianti nel solo femminile adulti.
È arrivata sul secondo gradino del podio nel latin show e ha collezionato cinque quarti posti nel latin style (samba, cha cha cha, rumba, paso doble, jive), superando la fase eliminatoria, la semifinale e arrivando dritta in finale.
Neanche se lo aspettava, eppure è successo e ora nella sua carriera di ballerina, iniziata fin dalla tenera età di cinque anni, si aggiunge un titolo preziosissimo, quello di vice campionessa del mondo. Dietro a ogni risultato raggiunto nel tempo però c’è un allenamento intenso, quasi da togliere il sonno. «Sono stati mesi duri e faticosi – spiega -; la tensione era altissima, ma la voglia di mettermi in gioco, di ballare e di dare il massimo in un qualcosa di completamente nuovo per me ha superato tutto».
Ad accompagnarla nel lungo viaggio la mamma Salvina e una ragazza di Milano, Francesca Montalto, conosciuta nelle precedenti gare italiane. Che fosse sua sfidante, poco importava.
Lo sport, lei lo sa bene, non è solo vincere a tutti i costi e sbaragliare la concorrenza. Al di là della pura performance, si apre un mondo fatto di amicizia, condivisione e appoggio, talvolta tra avversari, come in questo caso. «Siamo state di supporto l’una all’altra sia per quanto riguardava la preparazione che per la competizione in sé – puntualizza Perrone -. Nella mia stessa categoria c’era un’altra italiana, Rosalba Barattini, anche lei in sfida contro di noi nelle gare azzurre ed estere».
Un’esperienza, quella del Mondiale, che la ballerina non scorderà mai e che va ad arricchire il suo bagaglio di ricordi, condivisi perlopiù con gli amici, i genitori e la sua scuola di ballo, la MamboJambo Dance.
«Il mio obiettivo era la finale e sono felice di averlo superato ottenendo in particolare il secondo posto – conclude -. Il clima era ottimale, di unione sia tra noi che con le sfidanti delle altre nazioni conosciute lì durante la competizione. Non è da tutti i giorni inoltre essere citati dall’ambasciata italiana di Skopje nell’articolo del giornale della città. Posso dire di essere veramente soddisfatta e grata per tutto. A mia mamma il ringraziamento più grande; mi segue in ogni prova e mi è di sostegno, come dico io ormai è la mia manager. Un grazie di cuore anche a mio papà, se lui non mi avesse spronata, non avrei partecipato al campionato».





