Don Luigi Ciotti e Maurizio Landini saranno a Carmagnola il prossimo 11 dicembre per portare la loro testimonianza e solidarietà ai cittadini del territorio dopo le sconcertanti accuse emerse dalle forze di pubblica sicurezza per le infiltrazioni dell’ndrangheta nelle realtà sociali e imprenditoriali della zona. Occorre infatti ricordare che le indagini degli inquirenti hanno portato al fermo di un sindacalista della sezione locale della CISL che pare avesse un importante ruolo nel mondo dell’edilizia. “È una battaglia di civiltà da fare – ha detto in una recente dichiarazione il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini – Il tema di fondo è affermare il diritto al lavoro, perché il primo elemento di battaglia contro la mafia è rendere le persone libere, non ricattabili. E per poterlo fare c’è bisogno che il lavoro sia garantito, che non sia precario” “La presenza criminale – ha dichiarato don Ciotti cittadino onorario di Carmagnola e fondatore di Libera -non è ai margini, ma è dentro le fessure della nostra società. E non possiamo dimenticare che la forza, ad esempio, delle mafie si ritrova proprio in quell’impasto di complicità, a volte anche di ignoranza, di indifferenza che gli permettono di prosperare e diffondersi. Complicità e indifferenza che sacrificano al profitto – non dimentichiamolo mai – la vita delle persone. La lotta al male non faccia passare in secondo piano quella contro i virus che infestano il nostro Paese da decenni: le mafie, la corruzione, le disuguaglianze sociali, la povertà, la distruzione e l’inquinamento ambientale. Ma soprattutto dobbiamo dirci, e il Papa lo richiama sempre con forza, che la lotta al male è anche contro quei virus che hanno rafforzato, e reso possibile, questi mali. Tali mali sono proprio l’indifferenza, l’egoismo, la delega, la rassegnazione e l’omertà. È quindi l’impegno nel territorio diventa decisivo e insostituibile. Le mafie si approfittano delle fragilità. Le mafie e la corruzione si approfittano anche della vulnerabilità del contesto sociale: la fragilità dei servizi, delle opportunità, dei diritti”. “Bisogna combattere la logica degli appalti e dei subappalti – ha proseguito Landini – che non solo sta peggiorando e fa morire le persone, ma che ha favorito in questi anni l’ingresso della malavita organizzata nel controllo di pezzi interi dell’economia reale, e questo è un danno per tutto il Paese”. Per Landini la battaglia che da anni Libera e don Ciotti stanno portando
avanti è “importantissima”, ed è fondamentale il “coinvolgimento delle nuove generazioni”. “È una battaglia per tutti noi, per affermare i valori della nostra Costituzione, della nostra democrazia. Per essere davvero liberi, bisogna essere liberi anche nel lavoro, per poter vivere con dignità e senza ricatti. Per un movimento sindacale, per il movimento dei lavoratori, combattere la mafia vuol dire anzitutto affermare la libertà delle persone attraverso il lavoro, e perché questo avvenga il lavoro deve essere dignitoso, non deve essere precario e i salari devono essere adeguati”



