Michele Bergia: da Carmagnola alla nuova vita privata e professionale in Lussemburgo

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Michele Bergia: da Carmagnola alla nuova vita privata e professionale in Lussemburgo

Alla scoperta del lavoro in Italia e ora all’estero, delle esperienze volontarie e del suo ruolo di portiere nella pallanuoto

Classe 1994, il carmagnolese Michele Bergia vanta tra varie le competenze professionali quella di tecnico informatico e attualmente è anche ideatore del sito Internet del Corriere di Carmagnola.

Da un anno e mezzo, dal novembre del 2019, vive a Lussemburgo, nella seconda città dello Stato, ad Esch-sur-Alzette, di quasi 40 mila abitanti

Laureato in Informatica presso l’Università degli Studi di Torino, al Dipartimento Piero della Francesca, la prima vera opportunità di lavoro Bergia la ottiene in un’azienda chiamata Telematica Informatica Srl, che si evolve sino alla sua ‘acquisizione’ con regolare contratto da parte della famosa azienda torinese Reply.

Si è poi dilettato inoltre nel fornire servizi, come anticipato, come la realizzazione di siti web per varie associazioni in Carmagnola, tra cui la Croce Rossa.

IL MOTIVO DEL TRASFERIMENTO ALL’ESTERO

«Lavoravo in Reply, azienda di consulenza informatica con sede a Torino, che al suo interno annovera anche altre realtà aziendali sempre facenti parte dello stesso gruppo. – afferma Bergia –  Queste si occupano di vari settori come il web development, le applicazioni mobile o i big data. Qui i io mi occupavo nello specifico della validazione di qualità dei software  e degli hardware informatici, nel periodo fra il 2017 e il 2019. Alcune trasferte di lavoro mi hanno però fatto scoprire il Lussemburgo e non essendo più appagato in quest’ambito in Italia, ho voluto provare un’esperienza all’estero, in particolare in questo Stato dove vengono proposti gli stipendi più alti di tutta Europa e che risulta anche essere vicino a due paesi, Belgio e Olanda, che propongono la mia musica preferita, l’elettronica.

Ovviamente ottenuta l’approvazione da parte di una delle migliori aziende nel mio settore nel Lussemburgo, dopo il colloquio conoscitivo e tecnico, non ho assolutamente tentennato e accettato il trasferimento».

L’EMERGENZA COVID IN LUSSEMBURGO

La situazione generale raccontata: «Dal periodo del Covid opero in smartworking e non più in sede. Attualmente lavoro per una banca svizzera, creando software per le loro esigenze. Anche qui come in Italia, causa pandemia, abbiamo subito il primo lockdown l’anno scorso da marzo a metà maggio e poi vi sono stati degli allentamenti. In questo periodo, invece. con il prolungarsi dell’emergenza, continuo sempre a lavorare da accesso remoto. Per fortuna non ho patito molto l’isolamento e sono sempre rimasto in contatto con famiglia e amici stretti. Bar e ristoranti sono tuttora chiusi, ma a differenza dell’Italia i musei, le piscine e le palestre sono aperte, ovviamente rispettando le stesse normative vigenti. Il coprifuoco è invece dalle 11 alle 6. Qui nel Lussemburgo ogni mese, inoltre, siamo sottoposti a test sierologici gratuiti per verificare la positività o meno al Covid»

L’OPPORTUNITA’ DEL VIAGGIO A DUBAI

«Un paio di mesi fa decisi di cercare una località dove si potesse viaggiare e non fare la quarantena. – commenta Vidi Dubai tra le possibilità e seppur titubante circa i rischi del luogo, prenotai un volo e un albergo a prezzi abbordabili. Fu il mio primo viaggio intercontinentale affrontato da solo, andando oltre le apparenze e le notizie. Negli Emirati Arabi rimasi colpito dalla pulizia del luogo e dall’atmosfera. Dubai è molto estesa da percorrere in metro e con i vari mezzi, abitata da molte nazionalità, tra cui una grande percentuale di indiani».  

Bergia a Dubai

LA PALLANUOTO TRA ITALIA E LUSSEMBURGO

«Ho disputato sinora, in dieci anni di esperienza italiana, campionati semi – professionistici di questo sport, non propriamente agonistici, nella cosiddetta categoria Master promossa dalla federazione Uisp. Svolgo di regola due allenamenti a settimana. Disciplina – che spiega – pratico ancora nella selezione della capitale del  Lussemburgo, allenato dal mister croato Markovic. La squadra è composta da molti compagni italiani e di varie nazionalità. Comunichiamo in inglese. Come livello di qualità, però, la competizione è lievemente inferiore rispetto a quello italiana. Qui gioco un campionato internazionale contro squadre locali, ma anche provenienti da città vicine al Lussemburgo, come la tedesca Sarrbrucken, Trier o Thionville In più, rispetto all’Italia, vi è anche la Coppa lussemburghese.

Un momento di una partita di pallanuoto nel ruolo di portiere

Il campionato lussemburghese ora è fermo per il Covid.

«Purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, ci stiamo solo allenando, ovviamente rispettando le misure di prevenzione e sicurezza. Nello specifico, ormai da settembre 2020, siamo disposti in tre per corsia e pratichiamo nuoto libero, perché da norme, essendo più di 10, non possiamo giocare con le porte e a contatto per il rischio contagi. Ho potuto solo giocare mezza stagione qui nel Lussemburgo.. Ho avuto invece in precedenza una parentesi carmagnolese con la società della Rari Nantes (dal 2010 al 2018) e una torinese (nel 2018-2019) con la Water Polo Turin Team. Il mio ruolo è da sempre quello del portiere. A livello di prestazioni italiane, col Rari Nantes Carmagnola ci siamo sempre classificati a metà classifica, mentre con la Water Polo ho perso una finale contro il Torino 81 Master. Poi ho partecipato per due anni a un torneo estivo a livello nazionale ad Albarella, in Emilia Romagna. Nella prima occasione finimmo ultimi, mentre l’anno dopo conquistammo il bronzo. Raggiungere ora la nazionale lussemburghese sarebbe un sogno, che potrebbe regalarmi questa possibilità pur essendo italiano».

IL VOLONTARIATO IN ITALIA

«In passato ho prestato servizio nella chiesa come animatore dell’oratorio e al Grest come Estate Ragazzi dal 2014 al 2018.

Bergia impegnato con la Croce Rossa di Carmagnola

Poi sono entrato come volontario in Croce Rossa, spinto da due compagni delle superiori. Nel 2012 ho poi frequentato il primo livello del corso di Croce Rossa e tutti gli altri utili per diventare volontario d’emergenza e ho ottenuto la patente per guidare l’ambulanza a 21 anni nel 2015. Legalmente, pur vivendo ora nel Lussemburgo, presto ancora molto volentieri dei turni di servizio quando rientro nelle festività a Carmagnola. Per gli organizzatori è un motivo di grande soddisfazione».