Guido Martina, il fumettista di Carmagnola che ha segnato la storia di Topolino

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Guido Martina, il fumettista di Carmagnola che ha segnato la storia di Topolino

In occasione del Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, ricordiamo il celebre fumettista Guido Martina, originario di Carmagnola, considerato il Disney italiano, che scelse di dedicare la sua opera più famosa “L’inferno di Topolino” proprio al Sommo Poeta fiorentino

Guido Martina, detto “Il Professore“, nasce a Carmagnola il 9 febbraio 1906. All’età di 16 anni si trasferisce a Torino con la famiglia. Qui, nel 1925, si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia per conseguire la laurea cinque anni più tardi.

Grande appassionato di scrittura, abbandona l’attività di insegnante, intrapresa dopo la laurea ad imitazione del padre, per seguire il suo istinto creativo. Ottiene così diversi incarichi nel mondo radiofonico e cinematografico, in veste di sceneggiatore, e nell’ambito giornalistico, fino ad approdare alla letteratura e al fumetto.

Una caricatura di G. Martina eseguita dall’artista Carlo Limido

Nel 1937-38, inizia la collaborazione con la casa editrice Mondadori, poi interrotta per alcuni anni dal richiamo alle armi per lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Al termine della guerra, Martina torna a lavorare presso la medesima casa editrice, occupandosi principalmente della traduzione di storie Disney americane per il settimanale Topolino.

Proprio su Topolino comincia presto una fervida attività di sceneggiatore, per cimentarsi quindi a scrivere integralmente vere e proprie storie, le prime in assoluto di produzione italiana.

Negli anni, scrive almeno mille testi (a cominciare da “Topolino e il cobra bianco” – 1948), che gli valgono l’attribuzione di “Disney italiano“; idea alcuni celebri personaggi, come Paperinik e Paperinika, e sviluppa il genere parodistico Disney. Oltre che con l’ambiente Disney, Martina collabora con diversi altri fumettisti italiani dell’epoca. Nel 1949, dà inoltre vita all’eroe western Pecos Bill, destinato a diventare uno dei maggiori successi degli anni ’50. La sua ultima storia (Paperino e il veloce velocipede) viene pubblicata  nel 1990. “Il Professore” si spegne a Roma il 6 maggio 1991, a 85 anni.

L’inferno di Topolino apre la stagione delle parodie Disney

La storia che ha reso famoso Martina, facendogli guadagnare la menzione del nome nella vignetta d’apertura, è la parodia dell’opera dantesca “L’Inferno di Topolino, pubblicata sul periodico Topolino, da ottobre 1949 a marzo 1950.

La copertina riporta il nome di Guido Martina

Oltre che dei dialoghi, Martina è autore delle didascalie in versi che accompagnano per intero la storia rendendola simile a un poema in terzine (proprio come quello dantesco). Le tavole, invece, sono il frutto della penna di Angelo Bioletto.

Si tratta della prima e più importante parodia Disney della storia italiana. Un’opera che oggi, 25 marzo, giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri e all’inizio del suo viaggio ultraterreno nella Divina Commedia, è doveroso citare…

Per diverso tempo, Carmagnola sembra non voler dare peso e importanza alla figura di Guido Martina. Ma, dopo la sua morte, a dicembre del 1994, “si fa perdonare” dedicandogli una mostra a Palazzo Lomellini.

Da allora, il suo ricordo resta vivo in chi un po’ bambino ci si sente sempre, in quelle scatole di giornalini impolverate, chiuse in soffitta, che le nuove generazioni sono tornate a poco a poco a riscoprire e ad apprezzare…E poi si sa: una lettura tira l’altra!

Un ritaglio del secondo canto con cui si apre “L’inferno di Topolino”

Ulteriori approfondimenti sul numero di aprile del Corriere di Carmagnola…