Nel D–Day agenzie viaggi in rivolta: Valentina Bonino (referente Maavi) racconta la sua storia

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Nel D–Day agenzie viaggi in rivolta: Valentina Bonino (referente Maavi) racconta la sua storia

Una manifestazione di piazza a Roma per esternare la delusione e i malesseri in seguito ai provvedimenti governativi anti Covid, che hanno decretato di fatto l’arresto forzato del turismo e in particolare delle agenzie viaggi.

3000 realtà di tutta Italia, infatti, lo scorso 12 gennaio, hanno protestato in occasione della manifestazione denominata “D-Day – il giorno della dignità” e mostrato con orgoglio le intenzioni massime di ripartire. Nella globalità delle professioni ‘danneggiate’, le stesse agenzie, che registrano il 4 per cento del Pil nazionale, hanno risentito non poco degli effetti della pandemia.

Tra le varie situazioni delicate non va dimenticata quella della cavallermaggiorese Valentina Bonino, classe 1985, una delle responsabili di due agenzie viaggi (una terza, con sede a Sommariva Bosco, ha invece dovuto chiudere i battenti, n.d.r.) per conto della Bonino Travel snc, insieme al fratello Fabio, alla cognata Lucia Alladio e a Erica Olivero e sette dipendenti costretti alla cassaintegrazione, ora ridotti a quattro.

Valentina, presente anche nella capitale per la protesta, come referente della provincia di Cuneo del Movimento autonomo degli agenti di viaggio (Maavi) ha spiegato meglio la sua storia.

Valentina Bonino (a destra) durante il D-Day

«La mia attività è nata, puntando all’inizio unicamente sulla mia figura, con la prima apertura dell’agenzia “Foma Ch’I’ Nduma” a Sommariva Bosco nel 2009. Con l’inaugurazione di altre due filiali (Moretta nel 2013 e Cavallermaggiore nel 2017) abbiamo investito ulteriormente sul valore umano, sino ad assumere sette dipendenti, tra cui ragazze arrivate senza esperienza ed ora validissime professioniste. Negli anni siamo passati a gestire viaggi di gruppo in varie destinazioni del mondo, specializzandoci soprattutto nei viaggi di nozze, senza dimenticare quelli di gruppo. Ovviamente la mancanza di  programmazione del Governo e la conseguente assenza di linee guida, ha costretto il nostro gruppo di lavoro a ridimensionare il personale e le filiali. Ad incidere senza dubbio sui tagli diversi  fattori: le spese generali fisse da sostenere, il bonus Renzi da corrispondere a fine anno ai nostri dipendenti e il conguaglio Irpef da anticipare al posto dello Stato. Siamo ancora in balia dei decreti e rischiamo di rimanere chiusi un ennesimo anno. I corridoi turistici non vengono aperti! Nella disperazione abbiamo comunque tenuta sempre viva la passione per il nostro lavoro e l’abbiamo dimostrato in piazza a Roma, con la forza dei nostri diritti in questo momento violati».