Il settore florovivaistico nel periodo post lockdown: voce ai negozianti del territorio

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Il settore florovivaistico nel periodo post lockdown: voce ai negozianti del territorio

CASALGRASSO  – POLONGHERA – Dopo il lockdown le varie attività, anche se a rilento, sono ripartite. Tra queste, anche quelle relative al settore floro-vivaistico. In che modo hanno vissuto gli effetti post emergenza Covid 19 gli esercenti dei negozi di alcuni paesi del territorio? A Casalgrasso hanno parlato Frida e Roberta Tesio de “I pensieri di Giada” di via Circonvallazione.

«La chiusura imposta per il Covid, da un giorno all’altro, ha influito molto in negativo sul nostro settore. – spiegano le due sorelle titolari –   Abbiamo dovuto purtroppo buttare via tutte le piante e i fiori recisi presenti in negozio. Merce che peraltro nessuno ci ha più rimborsato. È stato un periodo lungo e difficile, in quanto alcune festività importanti, come la Pasqua, si sono svolte proprio nel periodo in cui il nostro lavoro avrebbe avuto un certo peso, ma non abbiamo potuto lavorare. Per noi l’arco temporale da marzo a maggio è molto importante, in quanto concentra una buona parte del nostro fatturato. Quest’anno sono state poi annullate  anche le cresime, le comunioni e i matrimoni» . Sul presente e sul loro futuro:« Abbiamo ricominciato le nostre attività con entusiasmo, garantendo al cliente la massima sicurezza. La speranza è che a settembre si possano recuperare le cerimonie, che sono state annullate durante il lockdown».

Massimo Piola, fioraio – wedding planner polongherese

Più o meno dello stesso avviso anche il fioraio – wedding planner di via Umberto I a Polonghera Massimo Piola: «L’emergenza sanitaria ha sicuramente influito, obbligando a rimandare al prossimo anno tutti gli eventi, matrimoni compresi. Da quando ho potuto riaprire la clientela ha risposto bene, portando in casa un po’ di colore e di profumo di fiori». È proprio il caso di dirlo: l’augurio è che “rifiorisca” tutto il sistema per un settore, appunto, che coinvolge molte categorie. E perché, un fiore è comunque sempre una sensazione, un ricordo, un’emozione.