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Covid 19 e sanificazioni Comuni: a parlarcene un addetto nel settore, Emanuele Mariano

DINTORNI – Fondi speciali da parte del Governo, ottenuti tra marzo e aprile dai Comuni dell’area carmagnolese, per contribuire alle spese per la sanificazione e la disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi, ai tempi del Covid 19.  Per l’assegnazione delle risorse, il provvedimento nazionale ha tenuto conto del numero degli abitanti e dei contagi.

Questa è stata la ripartizione dei contributi erogati  nei paesi: Casalgrasso 2.018 euro, Faule 1.436 euro. 1.612 euro invece quello concesso a Lombriasco, Polonghera 1.642.  Per la sanificazione degli ambienti, pratica estremamente importante per preservare la nostra salute, continuiamo a ribadire che l’attenzione delle condizioni igieniche della propria persona, abbinata all’utilizzo di strumenti di protezione individuale, debba rimanere tassativa.

Detto questo, per conto dell’azienda mantese Servizi & Trasporti D.D. S.r.l., molto attiva nel cuneese e torinese con le operazioni di igienizzazione nel ramo specifico denominato “Pulimar”, apprendiamo dal responsabile Emanuele Mariano in cosa consiste una sanificazione, da non confondere però con una banale pulizia.  «Il termine “pulizia” – ci spiega Mariano –  indica infatti l’insieme delle operazioni atte ad eliminare lo sporco visibile, ovvero polvere, macchie, corpi estranei, rifiuti, compresi i cattivi odori. Queste operazioni complessivamente hanno un’efficace più estetica, che sanitaria. La “sanificazione” segue invece la  pulizia, con l’obiettivo di ridurre al livello minimo i microrganismi dannosi, in un ambiente confinato, con l’uso di detergenti disinfettanti o di altri sistemi di disinfezione ambientale».

I prodotti utilizzati per le sanificazioni (dai costi variabili in base al tipo di intervento e alla loro durata) in sintesi:« Ve ne sarebbero molti, ma il Ministero ne ha riconosciuti pochi come strumenti efficaci per abbattere i virus incapsulati del Covid-19. Tra questi l’ipoclorito di sodio, che è il principale componente della candeggina, l’etanolo, cioè il comune alcol etilico, il perossido di idrogeno e il cloro per la diffusione nebulizzata negli ambienti. Una grande potenza disgregativa delle molecole dannose è ancora contenuta nell’ozono».

Mariano ha ancora indicato la frequenza consigliabile di tali interventi: «Secondo la nostra esperienza le strutture sanitarie a rischio, farmacie, palestre e supermercati dovrebbero effettuare un trattamento quotidiano. Gli ambienti produttivi, uffici, negozi, parrucchieri o locali con alto afflusso di persone si dovrebbero essere sanificati almeno una volta ogni 7-10 giorni. Inevitabile durante queste operazioni è la regolamentazione degli accessi e l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale. L’eccezionalità dell’emergenza richiederebbe ora, a maggior ragione, un intervento di tipo ordinario in ambienti di lavoro, impianti del settore alimentare, strutture ricettive, strutture sanitarie, scuole e ospedali».