Fratel Beppe Gaido: cittadino onorario

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Fratel Beppe Gaido: cittadino onorario

Fratel Beppe Gaido è tornato dal Kenia per ricevere la cittadinanza onoraria di Carmagnola. Lo aveva deliberato il consiglio comunale nello scorso febbraio e, nei giorni della Fiera del peperone è stato dedicato un momento per questo importante e significativo atto. Il sindaco Ivana Gaveglio ha motivato l’assegnazione della cittadinanza per i meriti in campo sociale e sanitario, per il suo impegno a favore degli ultimi, e per il suo legame con Carmagnola.

Fratel Beppe ha ricordato come, abitando a Casalgrasso, ha sempre ritenuto Carmagnola la città di riferimento in modo particolare per gli anni del Liceo Baldessano, anni che ha definito “magici” e che sono stati fondamentali per la maturazione delle sue scelte di vita. In modo particolare ha ricordato quanta importanza ha avuto nella sua formazione la sua insegnante di matematica Vittoria Savio  (cittadina onoraria di Carmagnola 2015) presente all’incontro. “Vittoria – ricorda Beppe – ha messo in crisi i valori tradizionali  dell’adolescenza con le sue comodità, invitandoci a fare di più per quelli che soffrono”.

La vicinanza di Vittoria, anche amica di famiglia, è stata fondamentale per la sua scelta che lo ha visto laureato in medicina e contemporaneamente fratello nella congregazione di san Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Da 22 anni in Kenia ha trasformato un ambulatorio del piccolo villaggio di Chaaria, dove arrivavano donne stremate da viaggi lunghissimi con sulle spalle bambini morenti, in un ospedale ma non solo.

Oggi Chaaria può contare su una struttura con 140 posti letto, ma a volte ne ospita anche 180, e una casa per 53 “Buoni figli” disabili, secondo lo spirito del Cottolengo. Mentre a Chaaria medici e infermieri  non si risparmiano per combattere contro una dilagante mortalità infantile, per curare uomini e donne vittime dell’HIV, per venire incontro ad ogni tipo di richiesta non solo sanitaria, Fratel Beppe è stato chiamato per una nuova sfida, a 100 chilometri di distanza.

A Matiri, in una zona molto isolata nel sud del Kenia, nel 2003 è stato costruito un ospedale che però per motivi vari fatica a decollare. Visti i successi di Chaaria il Vescovo di Meru ha chiamato fratel Beppe a ripetere la sua fortunata, se pur faticosa esperienza. Una nuova sfida anche per i suoi molti sostenitori ed in modo particolare per gli amici dell’associazione Crescere Insieme Carmagnola che già hanno promesso che non faranno mancare il loro sostegno.

Maresita Brandino