Baudelaire e Francesca Gerbi portano in biblioteca gli studenti delle medie

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Baudelaire e Francesca Gerbi portano in biblioteca gli studenti delle medie

I cattivi ragazzi piacciono. Non c’è dubbio. Anche quando esprimono il loro modo d’essere attraverso deliziose rime poetiche. Charles Baudelaire (1821-1867), il più noto dei “poeti maledetti”, è l’autore preferito da Francesca Gerbi, trentenne scrittrice (e molto altro ancora) che divide il suo amore per il territorio fra Corneliano d’Alba e San Damiano D’Asti e alla sua terra dedica la sua ultima fatica letteraria: “È stato Baudelaire” presentato su iniziativa del Gruppo di Lettura Carmagnola ai ragazzi delle medie venerdì 20 settembre nella Sala Solavagione della Biblioteca Civica.

In piedi, microfono in mano, affiancata da Francesca Mogavero di Buendia Book e da Maurizio Liberti del Gruppo di Lettura, Francesca Gerbi ha dimostrato tutta la sua vivacità coinvolgendo i ragazzi presenti, per presentare non solo il libro, ma soprattutto l’attività di autrice (giornalista e ghost writer, lo scrittore che scrive libri per altri) stimolando il piacere della lettura. Dopo aver dedicato un libro alla torre a dieci lati di Corneliano (unica in Italia, fondando una Onlus con lo scopo di salvarla dalla caduta) e un volume autobiografico “Cicatrici oltre il buio” che attraverso diciassette racconti descrive le sue vicissitudini di bambina malata fino all’intervento risolutore (con l’amputazione di parte del braccio destro) di tre anni fa, Francesca Gerbi ha deciso di cimentarsi nella scrittura di un romanzo.

La sfida stava nello scrivere un romanzo di un genere più distante possibile da quelle che sono le mie preferenze. Se avessi lasciato scegliere al cuore avrei scritto un romanzo d’amore, con molti lacrimoni e scene appassionate. Invece un noir richiedeva un impegno diverso fatto di lunghe ricerche per non cadere in errori macroscopici che purtroppo si trovano spesso nei libri gialli che non vengono curati nel dettaglio”. Facendo appello alla sua attività di giornalista alla Gazzetta d’Alba (avendo un marito avvocato penalista, che di reati giocoforza se ne intende), Francesca Gerbi ha trascorso lunghe ore con i comandanti delle caserme dei carabinieri di Corneliano e San Damiano d’Asti, poi si è seduta a tavolino ed ha tracciato lo schema di “È stato Baudelaire”, che ha visto la luce nell’aprile scorso.

Rispondendo alle domande degli studenti, Francesca Gerbi ha annunciato che questo primo volume noir è l’inizio di una trilogia che avrà sempre come protagonisti il maresciallo Antonio Rodda e la giornalista Fulvia Grimaldi. “Sono profondamente legata al territorio del Roero e questo libro è anche un omaggio ai paesi in cui vivo” ha sottolineato passando poi a raccontare la sua carriera di scrittrice iniziata quando era piccola piccola alle elementari.

La mia è una famiglia di contadini e quando ero bambina aspettavo con ansia l’arrivo del periodico della Coldiretti che leggevo avidamente, poi estrapolavo delle notizie e le riscrivevo in un giornalino tutto mio di cui mi ero autonominata caporedattrice, essendo anche l’unica che ci scrivesse. Poi facevo leggere tutto a mio nonno, che non aveva così tanta passione per la letteratura, ma per la nipotina faceva questo ed altro”.

Con il passare degli anni e il proseguimento degli studi (Francesca è laureata in lingue) la passione per la letteratura e la scrittura cresce al punto che spinge Francesca a fondare a San Damiano un premio letterario dal significativo titolo “Barbera da leggere” che le permette di conoscere Francesca Mogavero, che diventare l’editrice della sua prima fatica noir.

A questo punto tutti si aspettano di conoscere il Baudelaire del libro, magari immaginandoselo un poeta maledetto che scrive versi nelle notti sulle colline che si adagiano fra San Damiano e Canale. Invece Baudelaire è un assassino illetterato che firma i suoi delitti con questo pseudonimo impegnando il maresciallo Rodda in una sfida che inizia 27 anni fa e arriva fino ai giorni e che si risolve….

Gli interessatissimi studenti presenti in biblioteca lo hanno scoperto nei giorni immediatamente seguenti la serata, quando hanno divorato il centinaio di pagine del libro, che Francesca Gerbi ha autografato con tanto dedica personale per ognuno nel tradizionale firma copie che ha concluso la serata.

La scrittrice impegnata nel firmacopie

Comunicato Stampa