Cirio, da agricoltore a Governatore del Piemonte

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Cirio, da agricoltore a Governatore del Piemonte

A inizio settembre è stato ospite del Peperone a Carmagnola, il 13 settembre a Pancalieri di “Viverbe” per celebrare la Menta del “Viverbe”. Giovedì 10 ottobre riceverà invece il Fujot d’oro alla 23.ma “Festa della Bagna Caöda” di Faule

Il ruolo istituzionale di presidente della Regione Piemonte del neoeletto Alberto Cirio comporta, oltre a personali competenze professionali, una massiccia presenza della sua figura nelle numerose località esistenti per visionarne andamenti e, stando a quanto visto da lui sinora, compiacersi delle eccellenze alimentari padrone nelle varie manifestazioni lungo lo stesso Piemonte.

Al Governatore, presente lo scorso 13 settembre al Viverbe a Pancalieri per deliziarsi della Menta Piperita, sarà anche conferito un premio, alla 23.ma Festa della Bagna Caöda, il “Fujot d’oro” ,riconoscimento che riprende appunto il nome della tipica pietanziera che contiene l’intigolo.

Il 1 settembre scorso ha invece reso visita a “Sua maestà” il Peperone a Carmagnola, l’ortaggio principe di questa manifestazione, ben “tirato a lucido”, malgrado l’età anagrafica della sua Fiera dica 70 anni. Presente in primis il neoeletto presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ospite lo scorso 1 settembre delle ormai consolidate “Confessioni laiche”, tenute dal giornalista cerimoniere esperto di enogastronomia Paolo Massobrio presso l’Accademia San Filippo, situata nel cuore della Città. Con il governatore abbiamo toccato svariati argomenti di politica e attualità, tra cui, ovviamente, il Peperone. Abbiamo scoperto  anche due ruoli inediti di Cirio: veste sia i panni di libero imprenditore agricolo, coltivatore di nocciole, ma è anche un abile e appassionato conoscitore del settore turismo, vuoi i suoi importanti incarichi di europarlamentare, vice sindaco albese e per una trentina d’anni si è occupato dell’Ente Fiera Nazionale del Tartufo, di cui è anche stato presidente.

La ringraziamo per essere qui ospite, dove ha formulato la possibile unione di Carmagnola a un’ATL (Associazione Turistica Locale) più estesa con Alba e Carmagnola. Lei non è nuovo in fatto di presenze qui alla Fiera. Come reputa i 14.000 mq. di esposizione, le 8 piazze, che propongono i peperoni nelle sue varietà, il lavoro di tutta la macchina organizzativo-amministrativa?

«Ho voluto congratularmi innanzitutto con il sindaco di Carmagnola, perché Ivana Gaveglio è stata capace di rilanciare la fiera di Carmagnola con un percorso già iniziato, ma che lei ha saputo interpretare al meglio. La Fiera è un grandissimo evento di carattere popolare e di grande qualità, perché noi stiamo promuovendo il peperone migliore del mondo. Io credo che qua ci sia una marca giusta. Io vengo da Alba ed è 30 anni che gestisco la Fiera del Tartufo e ho imparato a capire quando un percorso dà successo, “ictu oculi” come si direbbe in latino, i risultati sono evidenti agli occhi di tutti, quindi complimenti al Comune e a tutti gli organizzatori». Io vengo da Alba ed è 30 anni che gestisco la Fiera del Tartufo e ho imparato a capire quando un percorso dà successo, “ictu oculi” come si direbbe in latino, i risultati sono evidenti agli occhi di tutti, quindi complimenti al Comune e a tutti gli organizzatori».

Collegandoci ad Alba, riscontra delle similitudini tra tartufo e peperone? Il peperone non assume solo un aspetto nazionale, ma anche internazionale, data la forte attrattiva che ha anche nei confronti di alcune realtà con cui è gemellata come Romania, Argentina e Croazia.

«Sì, ci sono. I tartufi esistono in tutto il mondo però i nostri sono diversi e sono i migliori. Siamo riusciti a certificarlo e renderlo evidente agli occhi di tutti. Perché evidentemente chi nel mondo dice tartufo dice Alba e dobbiamo fare sempre di più che chi dice peperone dice Carmagnola nel mondo. Dobbiamo creare questo forte assioma peperone- Carmagnola, coinvolgendo giornalisti di caratura nazionale come Massobrio, quindi facendo grande qualità e grande eccellenza in questo contesto di enogastronomia.

Un commento sulla filiera del peperone e sul rapporto con le diverse realtà del nostro territorio.

 «I miei rapporti con tutti sono ottimi, avendoli coltivati nei miei ultimi cinque anni in cui ero in Parlamento europeo, seguendo tali pratiche. Ribadisco di avere molta stima per il sindaco di Carmagnola, che ritengo essere uno dei più validi in Piemonte. È una donna e questo aiuta tantissimo, è una persona di grande precisione, dedizione, scrupolo e serietà».

I suoi gusti in fatto di peperone. «Io prediligo gli antichi peperoni cotti sul putagè con olio e acciuga. Un giorno, uscendo al casello a Carmagnola da Torino, ho comprato in un banco la tipologia dei peperoni piccoli, che io e mia moglie abbiamo farcito con le acciughe. Ma che percorso laborioso nel lavorarli!».