Torino a due ruote: riflessioni da Bike Pride.

Come ogni anno dall’ormai lontano 2009, un’orda di 30 mila ciclisti in festa ha invaso alcune delle principali arterie stradali torinesi, relegando per un paio di ore le automobili in un angolino (che, diciamocelo, è il sogno proibito di ogni ciclista urbano. Non per un paio di ore, si intenda, ma per sempre). Il tema scelto dagli organizzatori del pride 2014 (dopo che l’edizione 2013 aveva fatto da punta di diamante degli Smart City Days, kermesse di eventi legati alla sostenibilità ambientale) è stata la bikenomics, l’economia a pedali. Anche se, a ben ragionarci, un’economia basata sulle due ruote potrebbe non solo andare “a pedali” ma rombare veloce verso una migliore crescita economica, e sono molti i dati a dimostrarlo.

Durante la serie di eventi legati alla Settimana Europea della Mobilità, Torino ha avuto l’occasione di ospitare esperti e luminari nel campo della mobilità sostenibile e del ciclismo urbano, soggetti che nelle loro realtà locali hanno veramente cambiato il modo in cui le persone si spostano e hanno creato un volano economico di significativo ritorno. Esempio lampante è quello di Marc Van Woudenberg, fondatore e amministratore di Amsterdanize, una società di consulenza al mondo della bicicletta e a tutti i soggetti economici e sociali che ruotano attorno ad essa, con sede in Olanda. Rispetto all’Olanda, Torino ha sicuramente ancora molta strada da fare, però eventi come quello di ieri sono una sicura carica di energia per guardare al futuro con occhi migliori, e per vedere nello slogan “Pedalare ti arricchisce” non soltanto un significato economico ma anche uno sociale e comunitario.

I colori del Bike Pride 2014

I colori del Bike Pride 2014

Poter pedalare senza correre rischi lungo i viali solitamente più trafficati della propria città fa ricordare quanto potenziale ci sia dietro a questi pochi pezzi di metallo e plastica chiamati bicicletta, un mezzo che permette di tornare a vivere l’ambiente in modo rispettoso, che permette di spostarsi a costo zero su brevi e medie distanze con un dispendio di tempo simile a quello dell’automobile, che permette di comunicare con gli altri in modo semplice e diretto, senza l’intermediazione di pezzi di lamiera o vetri di un finestrino. Vi ho già parlato nel mio primo articolo di molti dei benefici che apporta l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti urbani (qui), ma non sarà mai abbastanza. Ancora maggiori sono i benefici delle mobilitazioni su due ruote di questo tipo: infatti, sono al vaglio due importanti proposte per la modifica della viabilità ciclabile a Torino. Si sta valutando la possibilità di pedonalizzare via Roma (con gli indubbi vantaggi che ogni pedonalizzazione porta alla vivibilità e all’economia locale), e di permettere alle biciclette di percorrere i controviali e le arterie secondarie in contromano. Ma di questo, vi parlerò un’altra volta.

Per i più curiosi, ecco il link ad Amsterdanize

… e qui a Bike Pride Torino

 

P.S La soddisfazione di vedere una colonna di auto imbottigliate, fumanti di rabbia, tra il percorso del Bike Pride e il quartiere di San Salvario in festa è stata assolutamente impagabile.

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