Tiny Houses: la bioedilizia non è mai stata così tenera

In un mondo dove ormai la corsa alle nuove scoperte tecnologiche è senza esclusioni di colpi, dove più grande è meglio, dove si costruiscono grattacieli che ormai combattono con gli aerei di linea per ottenere il loro spazio a migliaia di metri di altitudine, è nato un movimento architettonico ardito quanto singolare. Il “Tiny House Movement”, così è conosciuto, ha fatto delle piccole dimensioni e dello sfruttamento di materiali ecologici la sua arma, rivendicando l’inutilità di vivere in case enormi, difficili da mantenere pulite e soprattutto costose da costruire e mantenere.

Apparso negli Stati Uniti alla fine del XX secolo in reazione all’ingrandirsi sempre più spropositato delle case (dai 165 mq medi nel 1978 ai 230 mq del 2007), il movimento ha posto i suoi mattoni fondanti negli scritti di architetti come Sarah Susanka, Lloyd Khan e Lester Walker, primi pionieri a trattare la materia sin dagli anni ’70 del secolo scorso. Oggi il movimento ha attratto sostenitori da altre parti del mondo, e si contano progetti di questo genere in diversi paesi europei ed in Giappone.

tiny house

Chiedo scusa se in questa introduzione non vi ho ancora parlato del protagonista di questo mio discorso: casette piccole (anche 8 mq potrebbero bastare per la vostra sopravvivenza), solitamente in legno, a un solo piano, tenere e molto accoglienti ad un primo sguardo ( penso che chiunque vorrebbe passarci almeno una notte, no?). Si possono anche trovare su ruote, e spesso vengono usate come case per ospitare parenti, figli o ospiti. Se su ruote, non necessitano di un allacciamento permanente ai servizi, fattore che abbatte ulteriormente i costi di mantenimento.

tiny house2Vi chiederete ora perché ho parlato di bioedilizia. Tranquilli, non ho usato il termine a caso, ma l’ho fatto sulla base dellaconvinzione che questo stile di architettura “nuova” possa in effetti costituire una soluzione concreta al problema ambientale. E’ inutile dire che l’impatto sull’ambiente di una casa di queste dimensioni, costruita spesso in legno o con materiali ecocompatibili (si può usare veramente di tutto per costruire una casa oggi, come i funghi, la paglia e la cellulosa, ma questo sarà argomento di uno dei prossimi articoli) sia pressoché nullo rispetto ad una casa tradizionale. Il costo? Tra i 20 mila ed i 50 mila dollari, per una durata simile a quella di una casa in mattoni. Lo so, ora vi ho instillato quella scintilla di desiderio che non si spegnerà finchè non avrete una tenera casetta in legno nel vostro giardino. Se volete saperne un po’ di più su questo movimento, andate qui e iniziate a fantasticare sulla vostra futura dimora.

In fondo, talvolta, più piccolo è meglio. O sbaglio?

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