Storie a lieto fine. Ma anche no.

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Difficile dire quante generazioni sono cresciute con le fiabe della Disney; ci hanno fatto sorridere, spaventare, commuovere, ci hanno stregato con le loro canzoni (non a me, rallentavano la trama). Tuttavia, non tutti sanno che buona parte dei film made in USA sono stati addolciti rispetto al testo autentico per fare in modo che nessun bambino avesse bisogno di sedute terapeutiche negli anni seguenti.
Ma perché c’era bisogno di rendere meno cruente fiabe per bambini? Semplice, perché la maggior parte di esse provengo dal Nord Europa, per lo più Germania: detto questo dovrebbero già iniziare a sorgere alcuni dubbi su ciò che avete visto in passato, visto che i tedeschi non sono famosi per il proprio umorismo.
Ciò che seguirà sarà un colpo di balestra dritto nella vostra infanzia, dato che vedremo le “scene inedite” delle fiabe della nostra infanzia.

Cenerentola: si suppone sia di origine cinese, dove il piede piccolo è un canone della bellezza femminile, ma altri ritengono che provenga dall’antico Egitto. In ogni caso è stata ripresa da Charles Perrault e in seguito dai fratelli Grimm. La storia e pressoché identica a quella vista nel film, tranne per una scena: la Disney ci fa sembrare il momento in cui le sorellastre tentano di infilarsi la famosa scarpetta molto comico; in realtà le due, per ingannare il principe, si tagliano le dita dei piedi e il tallone, inutilmente dato che alla fine il principe se lo becca Cenerentola.

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Biancaneve in un’illustrazione di Franz Jüttner

Biancaneve: Schneewittchen, titolo originale che è una melodia, è una fiaba popolare europea riscritta dai fratelli Grimm. Ricordate il cacciatore impietosito? Alla fine effettivamente porta il fegato e i polmoni (il cuore nella versione Disney) di un cinghiale alla regina cattiva… Che poi se li mangia. Si, si mangia gli organi credendoli della figliastra, che in realtà non lo sono ma lei non lo sa. Nel film poi muore cadendo da un dirupo, morte più che dignitosa paragonata a quella originale, costretta a ballare con delle scarpe di ferro roventi al matrimonio di Biancaneve fino alla sua morte.

La sirenetta: in danese Den lille Havfrue, è una fiaba dello scrittore Hans Christian Andersen, alla quale è stato dedicato un monumento nel porto di Copenaghen. Hans tiene testa ai fratelli Grimm: primo, la sirenetta ottiene le gambe ma a ogni passo è come trapassata da coltelli. Per ottenere questo deve rinunciare alla sua voce, in parole povere, lingua mozzata. Inoltre deve sposarsi con il principe se vuole ottenere un’anima e non trasformarsi in schiuma: ovviamente questo non accade e l’unico modo per salvarsi è pugnalare lo sfortunato. Non lo fa, e proprio per questo le viene concesso di diventare uno spirito dell’aria e di andare in paradiso dopo 300 anni di buone azioni. E le è andata ancora bene.

La bella addormentata: altra celebre fiaba popolare europea, è più conosciuta nella versione di Charles Perrault. Non vi sono grosse differenze tra l’originale e il film, peccato che manchi in toto una parte. Il principe, oltre ad ingravidare la principessa ancora dormiente, si scopre che è figlio di un’orchessa decisa a mangiarsi nuora e nipoti; poi, ingannata dal cuoco, intende gettare in mezzo alle vipere Rosaspina e i figli. Il principe, diventato re, riesce a sventare il piano della madre, che infine si suicida gettandosi tra i serpenti.

Si, siamo stati ingannati, ma in fondo Walt lo ha fatto a fin di bene. In fondo, abbiamo visto cappuccetto rosso e le nonna tirate fuori dalla pancia di un lupo, qualche dito mozzato che sarà mai?

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