“Se mi lasci non vale”- a.k.a. cronache da un’Europa in frantumi

Il 18 settembre 2014 è una data che difficilmente sarà dimenticata dai libri di storia. Ha infatti avuto luogo uno storico referendum, che ha messo il popolo scozzese davanti ad una fatidica scelta: rimanere insieme al Regno Unito o diventare indipendenti?

Prima di esaminare i risultati del referendum, facciamo un passo indietro per capire le cause che hanno portato la Scozia a porsi questa domanda.

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Nell’immaginario collettivo, la Scozia ha sempre avuto una personalità distinta e, di fatto, indipendente da quella inglese. Non parliamo solo della tradizione di indossare il kilt o di Braveheart: la storia del Regno di Scozia è durata quasi 900 anni, dall’843 fino al 1707, quando si unì all’Inghilterra con lo storico Atto di Unione.

Il fremito indipendentista, mai sopito nell’animo scozzese, torna in auge con l’elezione nel 2007 dello Scottish National Party (Partito Nazionale Scozzese), che riesce a formare un governo di minoranza all’interno del Parlamento Scozzese. Il partito, con a capo il leader carismatico Alex Salmond, riesce a catalizzare l’attenzione degli elettori scozzesi insoddisfatti del governo di Westminster e ottiene, con l’Accordo di Edimburgo del 2012, la possibilità di indire il referendum.

I motivi per cui la Scozia ambirebbe ad una totale indipendenza dal Regno Unito sono molti, a partire dai fattori economici. Una volta indipendente, la Scozia potrebbe gestire liberamente i giacimenti di idrocarburi scoperti al largo delle sue coste ed utilizzarne direttamente gli introiti, senza l’intromissione del governo inglese. Una volta tracciati i confini dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord, alla Scozia spetterebbero infatti il 91% dei proventi. Inoltre, la Scozia potrebbe finalmente dire no al nucleare, caro invece al Regno Unito.

Concentrare l’attenzione solo sul punto di vista economico sarebbe però riduttivo: il nodo cruciale che separa la Scozia dal Regno Unito è la politica. La Scozia è una regione dalla lunga tradizione politica laburista: il governo conservatore inglese degli ultimi anni ha segnato un solco nei rapporti con la Scozia, che ha risentito particolarmente delle politiche di austerity adottate da Westmister.

Last, but not least, non si può tralasciare il rapporto con l’Unione Europea. Mentre il Regno Unito si sta muovendo per uscire dall’Unione e promuovere un referendum di “secessione” per il 2017, la Scozia si dichiara favorevole all’Unione Europea e ha più volte dichiarato, tramite i suoi portavoce, la volontà di entrare a farne parte anche dopo la sua indipendenza.

 

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Tuttavia, come ben sappiamo, gli esiti del referendum non hanno segnato la svolta epocale e attesa da tutta Europa con un brivido di terrore: l’esito del referendum ha visto la vittoria degli unionisti del fronte “Better Together”, con 2.001.926 voti, circa il 55,3% dei votanti. La Scozia ha quindi scelto di non “rompere la famiglia”, citando il premier inglese Cameron, e di continuare il percorso di unione politica iniziato 307 anni fa.

Non è saggio, però, continuare la nostra vita di cittadini europei come se nulla fosse accaduto, e girare la pagina del nostro quotidiano dimenticandoci la notizia del giorno prima: il referendum scozzese non è che un tassello del puzzle dell’Europa che si sgretola. Dalla Catalogna alla Crimea, passando per le Fiandre e la Corsica fino al nostro Veneto, non è più possibile prendere alla leggera le istanze indipendentiste che reclamano a gran voce la secessione dai loro stati di appartenenza. Il progetto di integrazione europea vive un momento di crisi politica ed economica, che ha portato all’arresto di un percorso di unione federativa: l’insorgere di diffuse spinte centrifughe che mettono in dubbio i passi finora compiuti ne sono la conseguenza.

Il 18 settembre, la Scozia ha detto no. Ma l’Europa non dovrebbe tirare un sospiro di sollievo.

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Fonti: 

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/18/cinque-ragioni-indipendenza-scozia_n_5840728.html?utm_hp_ref=italy

http://it.wikipedia.org/wiki/Scozia

http://www.repubblica.it/economia/2014/09/17/news/referendum_scozia-95974133/

http://www.mentepolitica.it/articolo/la-scozia-indipendente-storia-e-attualit-allorigine-del-referendum-del-18-settembre/184

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