TRE PILLOLE SULL’AMORE

Domenica 31 maggio 2015, sette le regioni chiamate alle urne. Tre attori, Fi-Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico: quale show must di più go on?

Sicuramente gli elettori avranno analizzato con pazienza certosina le differenze e le analogie tra le tre forze, nonché le loro peculiarità e ragioni e questo avrà permesso loro di scegliere con coscienza e consapevolezza. Tale esemplificativo zelo vuole essere d’ispirazione per l’argomento che verrà ora trattato, nel tentativo di analizzare (sottolineandone soprattutto le differenze) le caratteristiche di altri tre attori che, un po’ come Fi-Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, decidono della vita degli italiani: la pillola, la pillola del giono dopo e la RU-486.430px-MenstrualCycle2_it.svg

Cominciamo dalla più famosa, la pillola per antonomasia, quella anticoncezionale o contraccettiva. Questa agisce grazie alla combinazione di piccole quantità di un estrogeno, generalmente etinilestradiolo, e di progesterone, che, assunti giornalmente (meglio se alla stessa ora) inibiscono gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione, grazie a meccanismi di feedback negativo. La maturazione del follicolo e l’ovulazione, definito come momento in cui l’ovocita viene espulso dall’ovaio, per disporsi nella corrispondente tuba uterina e attendere l’eventuale fecondazione, sono infatti regolati dall’azione di due ormoni ipofisari, LH e FSH, la cui produzione viene inibita dall’estrandiolo e dal progesterone, secreti dall’ovaio, a sua volta stimolato da LH e FSH stessi.

L’estrogeno ed il progestinico contenuti nella pillola, simulando gli ormoni naturali e riducendo quindi la secrezione di FSH e soprattutto di LH ipofisari, inibiscono l’ovulazione.

Esistono diversi tipi di pillola anticoncezionale, classificabili in base al contenuto ormonale (solo progesterone o progesterone e estrogeno) e, nel caso di un’associazione estro-progestinica (la più frequente), in base al dosaggio delle due sostanze.

Dopo 21 giorni di assunzione la pillola anticoncezionale viene sospesa (o a volte sostituita con placebo) per 7 giorni. Durante questo intervallo si manifesta il “sanguinamento da sospensione“, simile ad una mestruazione; successivamente l’assunzione della pillola riprende per un nuovo ciclo.

 

Differente per (si spera) frequenza di assunzione, quantità di ormone progestinico contenuto (dosaggio 10-15 volte maggiore) e significato funzionale (di contraccezione post-coitale, d’emergenza, successivamente a un rapporto sessuale non protetto) ma non per l’effetto farmacologico ANTI OVULATORIO e NON ABORTIVO, è la pillola del giorno dopo. Questa infatti, grazie alle sua alta dose di Levonorgestrel (principio attivo progestinico), “ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l’annidamento e non provoca l’aborto.” (OMS, 205)

Per quanto riguarda la sua efficacia, essa dipende dalla tempestività con cui viene assunta: in generale, entro le 24 ore dalrapporto a rischio, l’efficacia è del 95%, mentre scende fino ad annullarsi nelle 72 ore.

Si ribadisce ancora il concetto per cui la pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo anti-ovulatorio, non ha effetti sull’impianto dell’eventuale embrione (in caso l’ovulazione fosse già avvenuta prima della somministrazione del farmaco e ci fosse stata quindi la fecondazione) e non può essere quindi intesa come abortiva, nè va confusa con il mifepristone, il farmaco per l’interruzione volontaria di gravidanza, più noto come RU-486.

 

Il mifepristone è un ormone steroideo anti-progestinico: il progesterone (dal latino «pro»: che favorisce e «gestare»: gravidanza), dopo l’annidamento dell’embrione nell’utero, assicura il mantenimento della gravidanza: il mifepristone bloccandone l’azione, inibisce lo sviluppo embrionale e causa il distacco e l’eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni.

L’aborto chimico per assunzione di RU-486 è legale nelle gravidanze di epoche inferiori ai 49 giorni (sette settimane di gestazione) e, grazie alla somministrazione orale, ha il vantaggio di non presentare tutte quelle complicanze legate all’aspirazione e al raschiamento.

 

Si spera che i lettori abbiano ora una più chiara visione riguardo ai tre farmaci e alle loro implicazioni: non resta che capire quale sia il corrispettivo della pillola abortiva tra Fi-Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

 

P.S. nessuna pillola ha effetto contro le malattie sessualmente trasmissibili: fidatevi solo dei preservativi.

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