La Cupola di Ferro (quasi) impenetrabile di Israele

In questi giorni si sente spesso parlare del conflitto Israelo-Palestinese, degli attacchi missilistici e dei bombardamenti compiuti da ambe le parti. E nonostante si legga dei continui attacchi balistici di Hamas, pare che di vittime nello stato ebraico non ce ne siano. Ma come è possibile viene da chiedersi? La risposta è da cercare nel sistema difensivo di ultima generazione israeliano, chiamato “Cupola di Ferro” (in ebraico: כיפת ברזל, kipat barzel, in inglese: Iron Dome). Come si sa, Israele possiede un enorme arsenale militare, di altissimo livello tecnologico, anche in campo difensivo. Ed è proprio in questo campo che si sta investendo negli ultimi anni: il frutto è uno strumento di protezione, sviluppato dalla RAFAEL, apparentemente perfetto che permette di abbattere i missili e i colpi di mortaio di medio raggio, quelli in dotazione fino ad oggi ai ribelli palestinesi. Ma vediamo ora nel dettaglio come funziona.

Funzionamento
La Cupola ha come obiettivo l’abbattimento dei missili con una gittata fino a 70 km oppure dei colpi di diametro inferiore ai 155 mm. Per raggiungerlo, i primi passi sono la localizzazione del razzo lanciato e il conseguente calcolo della traiettoria: queste operazioni vengono effettuate per mezzo del radar EL/M-2084 Multi-Mission, progettato e creato dalla ELTA. Le informazioni rilevate dal radar, vengono rielaborate nel centro di controllo, dove viene determinato il luogo di impatto a terra. A questo punto ci sono due possibilità: se l’obiettivo del missile è un luogo disabitato, si lascia che questo arrivi a destinazione; se al contrario l’obiettivo è un luogo abitato o strategico si passa alla seconda fase difensiva. Una della postazioni mobili della Cupola spara uno dei 20 missili Tamir a disposizione dell’unità, che intercetta ed abbatte il razzo nemico in una zona sicura. I Tamir sono lunghi quasi 3 metri, hanno una gittata di 72 km, pesano 90 kg, sterzano grazie a 8 pinne e sono dotati di sensori elettro-ottici.
Da quando è stato attivato nel 2011, questo sistema ha permesso di non contare vittime civili di Israele (eccetto una, che si trovava nel valico di Erez sul confine di Gaza), ha intercettato più del 90% dei razzi che avevano obiettivi sensibili e ha ridato fiducia nella sicurezza del paese alla maggior parte dei cittadini israeliani. Tuttavia solo alcune zone dello stato ebraico sono coperte da questo sistema protettivo dati gli enormi costi.

Critiche
In molti hanno sollevato il problema dei costi: mentre un missile Tamir costa 15’000 €, un missile al-Qassam (maggiormente utilizzati da Hamas) costa all’incirca 590€. Si è calcolato infatti che per una protezione totale anche solo del nord del paese utilizzando la Cupola, Israele dovrebbe fare bancarotta. Altre critiche sono state sollevate per quanto riguarda l’effettiva utilità del mezzo. Ad esempio le città più vicine alla striscia infatti potrebbero essere colpite dai missili se lanciati da vicino al confine, in quanto essi impiegherebbero 14 secondi per colpire l’obiettivo, mentre il centro di controllo necessita di 15 secondi per calcolare la traiettoria di un razzo. Altri dicono addirittura che il sistema non funzioni e che le esplosioni che si vedono in aria siano da imputarsi proprio alle armi palestinesi, le quali si autodisintegrerebbero a causa della cattiva realizzazione delle stesse.

Ancora poche cose sono certe sull’effettivo funzionamento della Cupola di Ferro, che se però operasse al meglio potrebbe cambiare il modo di Israele di condurre la guerra.

 

FONTI:
http://www.rafael.co.il/marketing/SIP_STORAGE/FILES/6/946.pdf
http://www.ilpost.it/2014/07/15/iron-dome-gaza-israele-hamas/
http://it.wikipedia.org/wiki/Cupola_di_Ferro

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