“HAI MIDOLLO?”

trap_midolloA tutti gli amanti dello splatter e a quelli che “il travestimento di Dracula ad halloween è prima di tutto un credo, nonché uno stile di vita”, si informa che martedì 18 Novembre, presso l’Università di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga di Orbassano, dalle 9 alle 18.30, sarà possibile diventare donatori di midollo osseo. Pronti a farvi trapanare le vertebre? A riceve una sciabolata sulla schiena? A farvi spolpare la colonna vertebr..cosa? Quello è il midollo spinale?

Scherzi a parte, molti dei timori e dei scetticismi che insorgono quando si parla di donazione, o peggio ancora, trapianto di midollo osseo sono dovuti all’ignoranza definibile fisiologica circa la natura dello stesso, le modalità con cui si preleva e le implicazioni successive nel beneficiario: a questi e ad altri buchi neri proveranno a porre rimedio le onlus ADMO (associazione donatori midollo osseo) e AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma), presenti martedì. Nel mentre, facciamo un po’ di riscaldamento.

Il midollo osseo è contenuto nella struttura trabecolare della porzione di osso spugnoso delle ossa piatte e dell’epifisi delle ossa lunghe (vedi l’articolo sull’apparato scheletrico), soprattutto sterno, bacino e coste, e assume il ruolo importantissimo di tessuto emopoietico, responsabile ovvero della (ri)generazione di tutte le cellule specializzate ma labili del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Questo perché risiedono, all’interno del midollo osseo, le cellule staminali del sangue che, indifferenziate ma perenni, mantengono per tutta la vita dell’individuo la potenzialità replicativa (non presente nelle cellule differenziate): la divisione cellulare non sarà però simmetrica in quanto una delle due cellule figlie continuerà ad essere staminale, come la cellula madre prima della divisione, mentre l’altra, specializzandosi, ne perderà i connotati.

Da questo si può dedurre come una mutazione genetica in una cellula staminale sia infinitamente più grave (quando questa determini una disfunzione o una non produzione di una proteina essenziale) della stessa, in una cellula differenziata, destinata ad esaurirsi nell’arco di giorni o mesi (quattro, nel caso di un globulo rosso), perché nel primo caso la mutazione verrà trasmessa a tutte le cellule derivanti dalla staminale! D’altra parte, un intervento di manipolazione genetica in una cellula non sana o uno di sostituzione con cellule sane dopo l’uccisione di quelle non sane (tramite, ad esempio, chemioterapia), può essere risolutiva se e solo se questo avvenga in/con cellule staminali. È per questo che il trapianto di midollo osseo è così importante per la cura delle malattie del sangue.

L’aspetto principale del diventare donatori di midollo consiste nel dare la propria disponibilità, qualora si presentasse un paziente compatibile, di sottoporsi al prelievo, diretto di midollo osseo dalle creste iliache posteriori, tramite spedalizzazione, o di sangue periferico, dopo l’assunzione di farmaci contenenti “fattori di crescita” che stimolino la migrazione delle cellule staminali fuori dalle loro sedi.

Ma cosa s’intende per compatibile? Tutte le nostre cellule presentano proteine transmembrana (in comunicazione, perciò, con l’esterno), che svolgono il ruolo di biglietto di visita della cellula stessa: esse vengono riconosciute dai “guardiani” dell’identità, i linfociti T killer, inermi nei confronti nelle cellule “self” e spietati verso quelle “non-self” (sono gli stessi che si attivato in presenza di un microorganismo patogeno). Due individui compatibili presentano le stesse, o simili, proteine transmembrana caratterizzanti e, dal momento che queste sono codificate da un insieme molto ampio di geni (tratti funzionali di DNA) altamente polimorfici, la compatibilità è un evento davvero raro. Lo si può paragonare alla possibilità di trovare due persone alte esattamente uguali e con lo stesso identico colore della pelle e degli occhi. E come se non bastasse, una deve essere malata di B talassemia e l’altra un donatore di midollo osseo. Si rasenta la fantascienza.

La compatibilità si può verificare solo se il potenziale donatore è stato tipizzato tramite il prelievo di un quantitativo minimo di sangue periferico: le famose proteine transmembrana delle cellule contenute verranno quindi studiate e classificate, “in attesa” del paziente alter-ego. Il processo di tipizzazione è il primo passo da compiere per diventare donatori e si può fare all’incontro di martedì e in tutti i centri gestiti dall’ADMO.

In questo articolo non sono state riportate informazioni sul come diventare donatori di midollo osseo perchè ampiamente trattate altrove: vi invito a ricercarle nel sito dell’ADMO, dove troverete anche le posizioni della legislazione italiana al riguardo, nonché le statistiche delle donazioni, o partecipando direttamente all’attività presso il San Luigi. Magari, si potrebbe contribuire a rendere la fantascienza, una bella cronaca.

 

SITO ADMO:  http://www.admo.it/

EVENTO 18 NOVEMBRE: https://www.facebook.com/events/943920358970775/?fref=ts

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