On the road: come ho iniziato ad odiare.

FLYING DEUCES, THE

Qualche mese fa ho trovato su internet la frase di un anonimo che diceva: “Quando ti metti alla guida, parti dal presupposto che tutti gli altri sono degli idioti”. È necessario interpretarla: non intende dire che tutti i guidatori siano effettivamente degli imbranati, ma che è necessario prestare costante attenzione in quanto impossibile sapere cosa deciderà di fare il tizio seduto nell’auto davanti a noi.
Esistono però alcune categorie di trasgressori del codice stradale che inducono inevitabilmente all’odio: la presenza di tali elementi sul suolo stradale può seriamente cambiare le persone, trasformarle e causare in loro una sorta di licantropia rabbiosa.
Durante la mia ancora breve esperienza di automobilista sono già riuscito a individuare diversi esemplari potenzialmente dannosi per la nostra salute psico-fisica, che ora vado a elencarvi. Attenzione però: non si tratta di una classifica, in quanto non mi è possibile quantificare né la gravità delle loro azioni, né l’entità del danno che potrebbero causare.

Il principiante: lo dice il nome stesso, è ancora agli inizi, da poco ha scoperto che oltre ad acceleratore e freno esiste anche la frizione, quindi più che rabbia suscita compassione. Ma anche io quando ho iniziato ero così scarso?

Il factotum: non per tutti guidare è una priorità quando ci si mette al volante, per alcuni fumare, telefonare, scrivere messaggi, scegliere un cd è decisamente più importante. Questo individuo si auto-definisce multitasking, ma l’unica cosa multipla in grado di fare è un tamponamento. La donna che si trucca guardandosi nello specchietto non è una leggenda, esiste davvero, e trovarsela dietro da Carmagnola a Cavallermaggiore è un’esperienza agghiacciante.

Il veterano: di solito è un uomo di mezza età che emana boria dalla sua auto di lusso. Voi e il vostro macinino non avete diritto di ostacolare la sua guida esperta e sportiva. Non c’è niente di peggio che trovarselo dietro quando siete ancora un po’ inesperti, all’ingresso di una rotonda o di un incrocio senza semafori: al primo segno di esitazione inizierà a dar fiato al clacson mettendovi più in crisi di quanto non lo siate già.

L’anziano: lo si incontra raramente, soprattutto quando siete in ritardo per un appuntamento. Il limite di velocità della strada non conta perché tanto dietro di lui non andrete oltre i 40km/h; e non sarà nemmeno possibile sorpassarlo dato che vi troverete in un centro urbano.

Il duellante delle rotonde: state entrando in una rotatoria e lui arriva dall’entrata successiva; il tempo rallenta, lui vi guarda negli occhi con aria di sfida, sa che avete voi la precedenza ma non è disposto a concedervela, vi taglia la strada e sfreccia via, lasciandovi li a imprecare contro di lui e il suo albero genealogico.

Il sorpassatore: ne esistono di due razze, il titubante e il gradasso. Il primo non sa se è sicuro sorpassarvi, quindi vi starà appiccicato al paraurti per un bel tratto del tragitto togliendovi la possibilità di frenare bruscamente nel caso qualcosa vi attraversi la strada; il secondo invece non si farà problemi a sorpassare due o tre macchine di fila con un’altra che arriva in senso opposto. Lui c’ha il BMW e può.

Il signal-free: infine lui, l’immancabile e forse il più odiato. Non importa quanti insulti gli hanno scagliato contro, lui la freccia non la mette. E’ ancora sconosciuto il motivo per cui questo individuo si ostini a non segnalare cos’abbia intenzione di fare. Pigrizia? Cattiva abitudine? Risposta non pervenuta, peccato che poi sia il primo a lamentarsi quando in rotonda si rischia il botto.

Ecco alcuni dei possibili guidatori-trasgressori che possono mettere a dura prova il nostro autocontrollo. L’unica possibilità che abbiamo per non trasformarci in automobilisti mannari è seguire il consiglio del mio collega della rubrica Ambiente, ossia armarsi di bicicletta e farsi una bella pedalata, giusto per fare un po’ di bene a noi stessi e alla natura.

 

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