Una pinacoteca sonora – Caparezza

Il sesto album di Michele Salvemini, in arte Caparezza, s’ispira a quella che lui definisce la sua “pinacoteca personale”. Ogni brano dell’album, infatti, fa riferimento ad un artista o ad una corrente artistica controversa e criticata, come ad esempio può essere la figura di Van Gogh. Infatti, in “Mica Van Gogh” il cantante prende le parti del pittore, contrapponendo la sua vita stravagante e senza schemi a quella del classico uomo comune moderno, riuscendo a far risultare pazzo proprio quest’ultimo, e non l’artista famoso per essersi mozzato l’orecchio con le sue stesse mani.

L’album, in sostanza, è quasi come il possibile sfogo di diversi artisti additati come malati mentali, come Van Gogh e Giotto e altre figure come Filippo Argenti, contro la società moderna, accusata di un consumismo talmente esaltato da risultare psicologicamente insostenibile per chi lo vive. Con “China Town” l’autore riesce a dare perfettamente idea della sua passione per la scrittura, creando questa surreale città, dove “… l’inchiostro scorre al posto del sangue …”, facendo capire come lo scrivere testi sia ormai diventato parte integrante della sua vita. L’album, nel singolo, può risultare sconnesso, ma, nell’insieme, appare come l’audio-guida di un museo d’arte e, per chi sa apprezzare la musica oltre che i testi, le basi di cui la voce si avvale risultano sia più hard, “Argenti vive”, o più malinconiche e melodiche come “Figli d’arte” e “China Town”. L’album è il primo a essere stato prodotto dallo stesso Caparezza, il quale, si esibirà a Barolo, in occasione del festival Collisioni il 20 Luglio, e, possiamo assicurarvelo, la visita al suo “museo” vale davvero il prezzo del biglietto.

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