U2 vs. The World

Immaginate che qualcuno entri di nascosto in casa vostra, apra la porta del frigo e vi piazzi dentro una bottiglia di latte. E che voi, ironia della sorte, siate intolleranti al lattosio. E’, metaforicamente parlando, proprio ciò che gli U2, il noto gruppo irlandese, ha fatto con il loro ultimo album, Songs of Innocence. Infatti a tutte quelle migliaia, anzi milioni, di persone che possedevano un dispositivo Apple è stata regalata, in maniera del tutto gratuita, la copia digitale del disco. Il punto che ha suscitato molte lamentele tra chi ha usufruito dell’offerta è stato di non poter scegliere se scaricare o meno l’album, in quanto presente sin dalla data di lancio nelle librerie musicali di tutti i dispositivi connessi ad iTunes. Le critiche si sono fatte sentire, e non poco, da tutti coloro cui non fregava un bel nulla di avere un tale album in omaggio, maledicendo e spergiurando in tutto il web il nome di Bono e soci. La Apple, quindi, per salvarsi in corner, ha dato la possibilità di poter 738aa476eliminare l’album, chiudendo in fretta la questione. Il punto interrogativo che può sorgere, invece è un altro: possibile che gli U2, dopo aver passato 5 anni della loro vita chiusi in uno studio di registrazione a comporre, decidano di regalare tutto il frutto del loro lavoro a metà del globo? Senza il minimo profitto, per quanto Bono possa essere filantropo in occasione di fare la carità. In realtà un guadagno c’è stato, ed anche bello grosso: la Apple infatti avrebbe stipulato un contratto con la band per avere la licenza di regalare l’album a tutti i suoi clienti, in cambio di una cifra molto alta, che le voci di corridoio sembrerebbero identificare sotto il numero di 100 milioni di dollari. Un guadagno pazzesco, specie se si considera che è solamente il frutto della vendita del disco, senza tour e altri fronzoli. Inoltre, in un tale periodo di blocco economico dal punto di vista del mercato musicale e discografico, questa cifra rasenta l’assurdo. La rivoluzione portata avanti dall’album, e di conseguenza dal gruppo, infatti non è stata tanto relegata alla musica in sé, bensì alla sua interazione con il pubblico. Il disco certo è stata una rivincita rispetto i due che lo avevano preceduto, pur risultando nulla di magnifico come War, l’album del botto. Ma è entrata in gioco una nuova mentalità nell’ambito commerciale, dove se la musica non te la vai a cercare, allora lei viene a cercare te. Ed è proprio secondo questo principio che Songs of Innocence ha raggiunto tutte queste persone proprio per entrare in contatto anche con chi gli U2 non li aveva mai sopportati o proprio sentito nominare. In questo modo, però, l’industria discografica, che si occupa di produzione e distribuzione delle copie fisiche dei CD, è stata completamente tagliata fuori, sottolineando quanto ormai il digitale abbia ormai soppiantato il disco. Grazie ad applicazioni come Spotify abbiamo a nostra completa disposizione qualsiasi canzone in streaming, a prezzi stracciati. La musica, in sostanza, non si vende più, se non a quei pochi fissati che amano poter avere la loro copia del loro album preferito. Al contrario i concerti stanno diventando sempre più la cartina tornasole del successo di un artista: se prima il tour mondiale andava ad appoggiare l’uscita del disco, ora si punta tutto sul concerto, sperando di vendere qualche copia dell’album allo stand del merchandising. Ed è assur1410338142_455053622do pensare che a portarci a una tale rivoluzione siano stati proprio gli U2, nati quando si usava ancora il vinile e magari si guardava al CD con diffidenza, come ora si fa alle applicazioni di musica streaming. Ma la differenza sostanziale tra i due è il rapporto con l’artista: il primo gli dava di che vivere, nonostante avesse un prezzo naturalmente più alto, ora invece, al di là della pirateria illegale, lo stesso metodo di smercio fa sì che non si possa più puntare a vendere un album. In ogni caso questo scherzetto è costato non poco alla fama degli U2, il cui nome è stato associato molto spesso, di recente, a “venduti”. Ma dal punto di vista di ascolti hanno pur sempre raggiunto un dato che, visti i tempi, nessuno avrebbe mai sperato di fare, puntando su un lancio nel classico stile della copia fisica. Loro invece hanno totalizzato ben oltre gli 81 milioni di ascolti, in faccia agli scettici. In ogni caso hanno deciso di non ripetere l’esperienza con il loro prossimo disco Song of Experience (essì, ne hanno fatto un altro), optando per un lancio in vecchio stile. Quindi, belibers e directioners con l’iPhone placcato oro, potete dormire sonni tranquilli, non rischierete più di sentire quei vecchi bacucchi degli U2.

 

Ah dimenticavo la parte musicale, questa è The Miracle(Of Joey Ramone) ed è davvero caruccia, ma non illudetevi che tutto l’album sia così…

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