Gli animali danno alla testa – OMAM

Gli Of Monster And Men, noti anche con l’acronimo OMAM, sono noti a tutti noi come i creatori del grande pezzo folk-indie Little Talks. Purtroppo. Del resto dell’album, intitolato “My head is an animal”, poco o nulla è stato passato in radio, facendo quasi pensare  che il brano non fosse che un singolo a sé stante. Solo chi, diciamo, è andato alla ricerca di questo CD ha potuto gustare il clima e l’atmosfera creata dal gruppo, che, pur mantenendo il proprio sound e lo stile, sono riusciti a darci sempre qualcosa di nuovo. Un misto continuo tra il nostalgico e l’allegria, tra il malinconico e l’euforia, quasi a richiamare il cielo islandese, dove cirri corrono veloci alternando la luce all’ombra. Molti pezzi, infatti, richiamano a tradizioni e leggende tipiche dell’isola, come From Finner che narra di una balena che viaggia con una casa sulla sua schiena, oppure esperienze personali, come King and Lionheart che parla del distacco tra la cantante, Nanna Hilmarsdòttir, e suo fratello minore, che viveva in Canada. L’ultima canzone dell’album, Yellow Light, fa perfettamente il suo lavoro: chiude con dolcezza l’album, con note che ricordano il carillon di una ninnananna, una canzone morbida, in un continuo crescendo che va poi a scemare sulle ultime note. Un album di perfetta compagnia in giornate belle e brutte, di sottofondo in compagnia e pompato al massimo da soli, magari mentre si è di ritorno da una giornata stressante e ci si vuole rilassare. L’effetto delle due voci, poi, acuta di Nanna e bassa di Ragnar, crea un suono perfettamente amalgamato, accompagnato dall’onnipresente duetto di chitarra acustica ed elettrica. Lo stile stesso dei componenti richiama alla loro musica, in un misto tra folklore ed hippie, uniti all’aura magica e densa di natura richiamata da pezzi come Dirty Paws che parla, appunto, delle zampe sporche di un animale braccato dalle macchine assassine degli uomini. E perché possiate provare sul vostro timpano queste fantastiche vibrazioni vi consiglio anche solo di andare su Youtube, cliccare sulla playlist dell’album e godervi questo viaggio, con tutte le sue sfaccettature opposte.

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