Pandoro Vs Panettone: scontro tra titani

Street Fighter Pandoro-Panettone

 

Ormai è solo una questione di giorni prima che la tregua venga spezzata e la lotta secolare riprenda. L’arrivo dei pranzi e dei cenoni natalizi porterà i commensali a schierarsi in due eserciti pronti a darsi battaglia, disputandosi il diritto di scegliere quale sarà il dolce da portare in tavola: il pandoro o il panettone? Rare sono le famiglie che hanno trovato una comune intesa, optando per la soluzione più pacifica del servire entrambi. Purtroppo però si tratta di un’opzione poco usata, perché “poi avanzano e non sappiamo che farcene”.

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Come già detto in precedenza, la diatriba tra i sostenitori dei due dessert dura da moltissimi anni, proprio perché questi iniziano ad essere consumati abitualmente nel periodo natalizio già nell’Ottocento.Il panettone trova le sue origini nel territorio milanese del IX secolo, dove era usanza che a Natale il pater familias spezzasse e distribuisse un cosiddetto “pane grande” tra tutti i presenti come segno di comunione. Più tardi, nel XV secolo, il 25 dicembre diventò l’unico giorno in cui i fornai potevano sfornare e regalare lo stesso pane sia ai nobili che ai plebei, cosa non consentita negli altri giorni dell’anno. Si trattava del “pan di scior” o “pan de ton”, fatto di puro frumento e farcito con burro, miele e zibibbo. Ma è nel XIX secolo, durante l’occupazione austriaca che il panettone divenne ufficialmente un dolce natalizio, quando il governatore di Milano, Karl Ludwig von Ficquelmont, prese l’abitudine di donare ogni anno il dolce milanese al principe di Metternich.
Esiste anche una leggenda sulla nascita del panettone, la quale narra di Toni, sguattero del cuoco di Ludovico il Moro, che aveva sfornato questo dolce in sostituzione a quello originario destinato alla mensa del nobile, dimenticato nel forno. Piacque così tanto che ne venne chiesto il nome e la risposta fu “L’è ‘l pan del Toni”, da cui il termine “panettone”.
Il pandoro invece sembra abbia origini molto più antiche rispetto al rivale lombardo: viene citato infatti in uno scritto minore di Plinio il Vecchio un cuoco di nome Vergilius Stefanus Senex, che preparò un “panis” con fiori di farina, burro e olio. E’ nel 1800 però che nasce ufficialmente il dolce come oggi lo conosciamo, evolvendosi dal Nadalin veronese.

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A quanto pare, indagando su questa faida a sfondo dolciario, è venuto fuori che le cause di tanto astio siano riconducibili a una cosa soltanto: il ripieno. Molti considerano proprio la farcitura il valore aggiunto del panettone, mentre altri, al contrario, detestano i canditi, l’uvetta, o entrambi. Il pandoro invece è un prodotto più semplice e facilmente accostabile a diverse creme (pasticcera, zabaglione, ecc.), ma questa semplicità è vista dagli amanti del dolce rivale come banale mancanza di gusto. Anche l’aspetto dei due dessert ha voce in capitolo: il panettone ha un aria più tradizionale e casalinga, mentre lo zucchero a velo sul pandoro sembra ricordare la neve natalizia.
In definitiva, non si può stabilire oggettivamente quale dei due dolci di Natale sia il migliore, ma fate accuratamente la vostra scelta perché sarete voi a doverne mangiare gli avanzi fino a Pasqua.

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