I VIP DI TORINO e la cultura del selfie.

vip-torino-680x365Chi è un utente di Facebook saprà sicuramente che in esso si possono trovare pagine e personaggi particolari. Io ad esempio come amico c’ho Giacomo Leopardi, ma questa è un’altra storia. Recentemente mi è capitato di imbattermi in una pagina che sponsorizza personalità di spicco residenti nei dintorni del capoluogo piemontese. Per chi non l’avesse ancora capito, si tratta della pagina “Vip di torino”, e vi anticipo dicendo che la “t” è proprio minuscola, non è un errore di pubblicazione. Qui potevate trovare (scrivo al passato perché probabilmente è stata chiusa di recente, ma indagherò ancora) le foto, i nomi, i luoghi più frequentati e le citazioni di queste mini-celebrità, dai contenuti talmente elevati che magari per questa volta tralasciamo. “Mini” perché il più grande di loro non arriva ai vent’anni, mentre il più piccolo di anni ne ha sette.

La mia prima reazione nel vedere “Vip di torino” è stata quella di pensare di essermi imbattuto in uno scherzo, creato appunto per prendere in giro alcuni ragazzini che si atteggiano da star; poi però sfogliando l’album delle foto e osservando l’accuratezza delle informazioni su ogni singolo “vip” è arrivato lo schiaffo: è tutto vero, non si tratta di una pagina creata apposta per schernire ma dell’ultima frontiera dell’esibizionismo giovanile; una serie di ragazzini che si mettono in mostra a colpi di autoscatto alla ricerca del maggior numero di “Mi piace”.

Qualcosa nella mia testa mi dice che c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo, tuttavia la curiosità ha il sopravvento e inizio ad indagare su cosa determina l’appartenenza di un individuo alla cerchia delle “celebrità torinesi”. Innanzitutto è fondamentale curare la propria immagine: taglio di capelli all’ultima moda, ciuffo sparato per i ragazzi e capelli lisci piastrati per le ragazze, le quali fanno anche un abbondante uso di trucco (spesso infatti è difficile determinare la loro età solo guardando una foto). I vestiti non sono necessariamente di marca, ma vanno alla grande le canottiere da basket e i cappellini da baseball, mentre i pantaloni sono a vita bassa con risvolto stile “c’ho l’acqua in casa”; ai piedi scarpe da ginnastica. Dopodiché è necessario possedere uno smartphone, dato che una caratteristica peculiare del vip è il “selfie”, ossia una foto realizzata con l’autoscatto tramite la fotocamera del telefonino e poi pubblicata sui principali social network quali appunto Facebook e Instagram. Da segnalare il vasto numero di espressioni utilizzate che varia da una a tre in base al soggetto. E per finire bisogna appunto apparire, comportarsi da vip, farsi vedere nei luoghi della città più in voga tra i giovani, anche a discapito dell’andare a scuola durante la settimana. Uno dei modi migliori per acquistare fama è un regolamento di conti in pubblico (con le mani o a parole) dopo una presunta diffamazione su Facebook o uno sguardo di troppo, e questo vale anche per le ragazze; insomma, qualunque cosa pur di ottenere un “Mi piace” in più. Ma perché queste nuove generazioni sono così ossessionate dalla fama online? E’ forse perché durante la loro crescita sono stati posti così tanto al centro dell’attenzione dai propri genitori che ora ne sono diventati dipendenti e ricercano la stessa anche tra i propri coetanei?
Probabilmente non sono la persona adatta per cercare questa risposta, tuttavia, scrivendo questo articolo ho raggiunto la certezza di un’altra cosa, e cioè che io, a quattordici anni, non sarei mai potuto essere un Vip di Torino.

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