Ci scusiamo per il disagio

Imm Articolo1

Siccome sono una persona estremamente originale e non ci sono più le mezze stagioni (senza dubbio argomento che mi riservo per il futuro) oggi vorrei parlare di mezzi pubblici. Treno e pullman, come tutti i pendolari sanno, talvolta diventano teatro di incontri bizzarri, divertenti, ma spesso anche parecchio spiacevoli e imbarazzanti. Grazie ai mezzi pubblici infatti chiunque può provare l’ebrezza di essere confinato in un ambiente ristretto e non raramente inospitale, con della gente di cui si vorrebbe persino ignorare l’esistenza. Ognuno ha le sue personali esperienze. Io, così, ho deciso di raccontare le mie: ecco la classifica delle peggiori 4 persone che hanno deliziato i miei viaggi con la loro compagnia.

Quarto posto:
Uscita dall’università salgo su un pullman diretto a Porta Nuova con il mio ragazzo. Il percorso della linea è temporaneamente deviato: in Piazza Castello c’è una manifestazione studentesca. Una o due fermate dopo sale a bordo un’anziana signora, si fa largo con il bastone. Il bus non è affollato, ma lei sembra decisa a posizionarsi davanti al posto di guida, a costo di spingerci via. Una volta conquistata la meta l’anziana inizia a parlare al conducente ad alta voce, in modo che tutti possano sentirla. È molto scocciata per via della deviazione: “Eh sì, che c’è una manifestazione, eh, questi giovani sono tutti dei fannulloni che… non vorrei dire una bestialità eh…” una lunga pausa “venisse una mareggiata e se li portasse tutti via!” Simpatica vecchina, una mareggiata, a Torino poi? Ma le nonnine buone esistono ancora? Le avrà portate via una mareggiata?

Terzo posto:
Un tizio sale sul treno, porta con sé un decespugliatore. Nessun problema fin qui, anche se sicuramente un oggetto così non si vede spesso su una carrozza ferroviaria. Si sistema nel mio vagone, come anche altre persone. A viaggio ormai iniziato un fortissimo rumore spaventa i passeggeri: l’uomo ha avviato il decespugliatore. La gente si gira, si guarda intorno, un ragazzo mi lancia uno sguardo e strabuzza gli occhi. Sì, sì, il tizio, ancora seduto al suo posto, ha messo in moto l’attrezzo sul treno. Lo spegne e lo riaccende, lo spegne e lo riaccende, sembra non aver intenzione di smettere. Provo a far finta di nulla, affondo nel sedile, guardo fuori dal finestrino, ma fingere è paradossale: il rumore è insopportabile e nelle mia mente passano titoli da tg: “Folle strage sulla linea metropolitana 4 Torino-Bra, uomo con decespugliatore falcia i passeggeri”. Mi alzo e cambio vagone: magari se gli dò distanza, allarmata dalle urla, faccio in tempo a nascondermi. Alla fine nessuno è stato maciullato, ma io continuo a pensare che avviare un decespugliatore sul treno non sia un’idea brillante.

Secondo posto:
Sono sul treno, è una mattina non proprio felice: ho dormito poco, i denti mi fanno male per via dell’apparecchio messo da poco. Provo a studiare per distrarmi, mi estranio un po’ dall’ambiente circostante, immersa negli affari miei. È proprio così che alla stazione di Lingotto non faccio nemmeno caso a due ragazze zingare che con un cartello per le elemosina si avvicinano velocemente a me e altrettanto velocemente fanno sparire il mio cellulare. Infatti una delle due mi si para davanti, accosta il suo viso al mio e mi scuote per la spalla chiedendomi qualcosa. Io, appena risvegliata dal mio sonno spirituale, nemmeno capisco le sue parole. Sorpresa e preoccupata dal fatto d’aver lasciato incustodite tutte le mie cose, afferro saldo lo zainetto cercando di allontanare la ragazza con una mano; nemmeno mi rendo conto che il cellulare che tenevo sulle gambe dietro al libro sparisce presto tra le pieghe della sua gonna. In pochi secondi la scena finisce, io completamente sconvolta, mentre loro scendono disinvolte dal vagone ancor prima che le porte si richiudano. Solo a treno in movimento mi accorgo di cosa mi è appena accaduto. Grazie, io sento il bisogno di un motivo per piangere tutti i giorni. Comunque complimenti per i nervi saldi, che nonchalance. Certo che io pure devo aver scritte in fronte delle cose davvero imbarazzanti.

Primo posto:
Gli anni di esperienza mi hanno insegnato che se ami sederti nei vagoni vuoti rischi di fare gli incontri peggiori. E quando un anziano uomo corpulento con tutto lo spazio libero si siede proprio accanto a te dovresti iniziare a preoccuparti. Ora, non saprei se condannarlo di più per le ciabatte di gomma con i calzini o per il fatto che abbia iniziato a masturbarsi. Ci sono davvero poche possibilità che un uomo riesca coronare i miei peggiori incubi, ma lui quel giorno ci è riuscito. Grazie davvero, non mi scorderò mai di te. Naturalmente io ho provato anche questa volta ad adottare la geniale strategia del far finta di nulla, ma di nuovo con poco successo. Mi alzo e vado a cercare un vagone popolato, mi siedo vicino a due signore di mezz’età e quasi quasi appoggio la testa sulla spalla di una delle due per farmi consolare. Che bello, potevi essere un uomo normale e invece hai scelto di essere una creatura repellente. Se dessero un premio per come si vive la vita, a te non concederebbero nemmeno quello di partecipazione.

Vorrei continuare ancora e ancora, ma addio, amici addio, noi ci dobbiamo lasciare. E voi? Qual è il peggior caso umano che avete incontrato su un mezzo pubblico? Se avete voglia di raccontarlo potete lasciare la vostra testimonianza nei commenti.

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