Tunisia: il dramma alimenta la paura

L’Italia conta ormai 4 vittime tra i morti nell’incursione armata all’interno del museo del Bardo di Tunisi. Torino in particolare ha affrontato ore di grande tensione, terminate attualmente con un bilancio di due morti e alcuni feriti. Secondo i dati diffusi fino ad ora i morti sarebbero stati 25 di cui, oltre agli italiani, sono rimasti coinvolti 9 tunisini, 11 polacchi, 8 francesi, 5 giapponesi, 1 russo, 1 tedesco e 2 sudafricani. Di fronte ad una carneficina di questo tipo, svettano i commenti allibiti dei capi di stato, tra tutti il Presidente Mattarella che sprona ad affrontare rapidamente l’Isis, mentre il presidente tunisino Beji Caid Essebsi parla ormai di una situazione di guerra. isis

A partire dal 7 gennaio 2015 una serie di eventi violenti si sono scatenati sul territorio mondiale, partiti con l’attacco a Charlie Hebdo colpendo lo scenario europeo, si sono poi diffusi nelle aree geografiche più disparate. L’Isis, organizzazione di fede islamica sunnita, semina morte e terrore tra i cittadini del mondo con atti di estrema violenza volti a colpire civili e non, senza alcuna discrezione. Perché? Le motivazioni sono molteplici, molte nemmeno così chiare,  spaziano dall’ambito economico, politico a quello religioso. Tra confusione e sconforto, l’unica cosa certa è che nel mondo cresce giorno dopo giorno un sentimento di paura.

Inutile sottolineare come in una situazione come questa, la paura risulti essere un sentimento più che legittimo, ma quel che è certo è che il panico difficilmente ci farà trovare una soluzione al problema. La paura colpisce tutti, politici, semplici cittadini, fedeli di ogni religione, la paura come la violenza non conosce mezzi termini. Che cosa fare di fronte a tutto questo? Come ha dichiarato il presidente della Repubblica Mattarella, bisogna agire in fretta. Negli ultimi mesi è stato creato un clima generale che invita ad osservare ogni situazione con sospetto, ogni persona con diffidenza. A mio parere sarebbe meglio però vedere l’Isis come una organizzazione violenta, spietata, imprevedibile, ma senza dimenticare che si tratta di un gruppo costituito da persone che, come tante volte nel passato, può essere fermato.

azioneTutti questi atti in questa che è la settimana, riconosciuta a livello europeo, di azione contro il razzismo, penso possano far riflettere su quella che è la natura umana. Numeri infiniti di persone che si schierano su versanti opposti a causa di ideali o credenze diverse, che arrivano ad uccidere, gli uni contro gli altri dimenticandosi di essere tutti parte dello stesso genere umano. La guerra contro gli occidentali, la paura degli estremismi, le usanze diverse, un velo sul capo, la barba lunga o un crocifisso,un’infinità di cose per cui ci preoccupiamo tanto, dimenticando che sentimenti, pensieri, credenze sono propri della nostra natura e, in quanto tali, esisterà sempre un modo per eliminare le devianze, per quanto queste siano radicate.

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