Melilla, tra equilibri e segreti di frontiera

Il Marocco ospita uno dei più strani confini nazionali del mondo. Confina sia con l’Europa che con l’Africa eppure il mare sembra essere la sua unica frontiera di pace.                                                                                                                                                             La città di Melilla costituisce un esempio di queste situazioni di frontiera che coinvolgono le vite di migliaia di persone. Melilla costituisce infatti una delle plazes mayores (luoghi maggiori) tra gli avamposti spagnoli, dove vive un numero molto elevato di popolazione civile. La città è un porto senza alcuna condizione geo-morfologica che le attribuisca una appartenenza al continente.

MelillaMelilla, così come la città di Ceuta si distinguono per la spiccata multiculturalità e per le recinzioni che si trovano sul loro territorio. Queste ultime sono state una risposta all’immigrazione crescente e al fenomeno del contrabbando, nonostante il numero in crescita di immigrati provenienti dalla zona dell’Africa subsahariana che tentano questa via per raggiungere l’Europa. Nella città di Melilla la barrierà è lunga 12 km ed è da sempre osteggiata dal governo marocchino, che considera sue entrabe le parti della città, ancora sotto occupazione spagnola. Un muro non europeo che poco si discosta dal vecchio muro di Berlino, simbolo di un periodo storico che ha segnato la storia recente, la Guerra Fredda.

Sul confine spagnolo-marocchino in questione si trovano centinaia di metri di frontiera dove le persone vengono incanalate per essere sottoposte a controlli, dovendo superare posti di blocco e barriere. Queste sono state costruite con una parte dei 30 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea per prevenire l’immigrazione clandestina. Queste città si trovano a vivere un dramma chiuse in una bolla, imprigionate da un’appartenenza geografica africana e una culturale e amministrativa europea.

In queste città, come in molte altre situazioni, sopravvive chi tace. Ecco perché nessuno parla di quel che accade sul confine:

Atra fonte: www.cronacheinternazionali.com

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