L’Europa a Milano, tra Green Economy e occupazione, ambiente e lavoro

 

Centro Mico Milano

Si sono svolti a Milano al centro Mico ieri ed oggi, 16 e 17 luglio, gli incontri informali dei ministri UE dell’ambiente e gli incontri congiunti dei ministri UE dell’ambiente e del lavoro nell’ambito del semestre di presidenza italiana del consiglio. Il tema discusso nella mattina di martedì 16 ha riguardato il cambiamento climatico: verso il Summit di Ban Ki-Moon e le negoziazioni internazionali verso Lima. Il secondo tema sviluppato ha posto invece al centro il quadro verso il 2030: aggiornamento sullo stato dell’arte (Debriefing del Segretariato Generale del Consiglio per conto del Gabinetto del Presidente Van Rompuy). Nel pomeriggio è poi stato presentato il piano dell’Expo 2015 ed a seguire una discussione sulla crescita verde: ”inverdimento” del Semestre europeo e della Strategia europea 2020. Giovedì 17 sono invece state affrontate le tematiche di crescita verde e lavoro attraverso lo sviluppo di alcune tavole rotonde quali quelle su politiche per il lavoro e l’ambiente: strumenti, esperienze e barriere, potenziale occupazionale e fabbisogni professionali in un’economia verde, verso un’economia verde: gestire con successo le transazioni nel mercato del lavoro connesse al cambiamento, monitorare i lavori ”verdi” nella politica integrata Europea (Semestre europeo/Documento annuale sulla crescita).

Di fondamentale importanza è la revisione di medio termine della strategia 2020 in cui la Commissione ritiene fondamentale rafforzare le direttive di interesse ambientale legate soprattutto agli interessi economici degli Stati. Come evidenziato dalle note stilate in previsione degli incontri di questi due giorni: ”durante la crisi i persistenti problemi economici e strutturali dell’UE non sono scomparsi, mentre al tempo stesso il contesto globale per la competitività relativa dell’Europa è cambiato. Le econome emergenti e le crescenti abitudini di consumo della loro classe merda hanno offerto nuove opportunità di mercato, ma hanno anche messo sotto pressione la disponibilità di risorse naturali, un input essenziale per le industrie europee, con la conseguente impennata dei prezzi dei materiali e dell’energia.

D’altro canto, la crisi ha indotto a un ripensamento delle politiche economiche e molti dei programmi economici adottati a livello nazionale in molti paesi del mondo per uscire dalla crisi hanno previsto misure volte a consentire una crescita economica di lungo termine più sostenibile, grazie all’introduzione di ”pacchetti verdi” incisivi, accompagnati da misure sociali a sostegno dell’occupazione. In questo contesto sono stati compiuti i primi passi a livello mondiale per consentire una transizione ad un’economia verde, a bassa emissione di carbonio, resiliente al cambiamento climatico e orientata ad un uso efficiente delle risorse e dell’energia, e sono stati parimenti compiuti i primi tentativi volti a migliorare il collegamento esistente tra politiche economiche, ambientali e occupazionali. ”Occorre quindi che gli stessi cittadini si accorgano dell’importanza del tema ambientale perché l’Europa possa davvero compiere dei passi in avanti in futuro e perché possa costruire attraverso la cooperazione tra gli stati invece di trovarsi a dover gestire un mondo in fase distruttiva.”

 

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