You may say I’m a dreamer but I’m not the only one

E’ il 24 settembre 1961 quando un corteo di ventimila persone decide di partire da Perugia alla volta di Assisi. Giovani, bambini, famiglie al completo, contadini, operai, intellettuali, persino due coppie di sposi camminano gli uni fianco agli altri. L’atmosfera è festosa. Numerosi sono i picnic improvvisati lungo la valle e le canzoni cantate in coro. Le differenze sociali, economiche e politiche che caratterizzano i partecipanti sono molte, ma oggi non si sentono. E’ necessario inventare una nuova bandiera che li rappresenti tutti! Rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, blu e viola: i colori dell’arcobaleno andranno benissimo. Fatta in casa e cucita a mano alla svelta, mentre nel mondo tanta è la tensione per la Guerra Fredda e la paura delle armi nucleari, nasce così la prima bandiera della pace.

In testa al corteo, Italo Calvino e Giovanni Arpino tengono alto uno striscione che dice: ” MARCIA DELLA PACE PER LA FRATELLANZA DEI POPOLI. PERUGIA – ASSISI”.

1961_la_prima_edizione_della_marcia_Perugia_Assisi

 

L’inventore della marcia Perugia – Assisi è Aldo Capitini. Filosofo, politico, antifascista, scrittore e poeta, Capitini fu principalmente un grande sostenitore del metodo non violento.Vide nelle parole e nelle azioni di Gandhi il concretizzarsi dei suoi ideali pacifisti. Primo fra tutti lo colpì l’episodio della marcia del 1930: Mahatma camminò 24 giorni per ottenere l’abolizione della tassa sul sale imposta dal governo britannico. Così quando nel 1958 seppe che in Inghilterra si era tenuta una marcia di quattro giorni, da Trafalgar Square ad un centro di stabilimenti per la ricerca sulle armi atomiche, come gesto di denuncia, decise di attivarsi. Appena tre anni dopo alle porte di Perugia un corteo non violento, che voleva testimoniare a favore della pace e della fratellanza dei popoli, era pronto a partire. Ventiquattro i Kilometri da percorrere per raggiungere il proprio obbiettivo: Assisi, certo, ma soprattutto la dimostrazione che il pacifismo non consiste in un’obbediente accettazione dei mali, ma è presente ed attivo. I suoi strumenti di lotta sono l’esempio, l’educazione, le proteste, gli scioperi, la non collaborazione, la formazione di associazioni e organi di governo paralleli. Inoltre con questa manifestazione non si vuole solo affermare il proprio rifiuto della guerra ma anche combattere problemi concreti quali la fame, il sottosviluppo, il razzismo e la distruzione dell’ambiente. Così rispose Norberto Bobbio, affezionato partecipante a diverse marce della pace, quando gli chiesero quale motivo lo spingesse a prender parte a queste iniziative: ”Perché so che se tutti i cittadini del mondo partecipassero ad una marcia per la pace, la guerra sarebbe destinata a scomparire dalla faccia della Terra”.

Dal 1978, dieci anni dopo la morte del suo organizzatore, si volle riproporre l’iniziativa che da quell’anno si svolse con una cadenza più regolare e divenne un grande appuntamento per migliaia di italiani. Da Gandhi a Capitini quindi a noi! Il prossimo 19 ottobre si terrà infatti una nuova edizione della marcia Perugia – Assisi e ci sarà così data l’opportunità di portare avanti un progetto nato 53 anni fa e di condividere gli ideali di persone che hanno contribuito a cambiare il mondo.

marcia_pace_marcia_pace

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone