UN PALCOSCENICO A FORMA DI STAZIONE – PIANOFORTE A PORTA NUOVA

La Parigi del XIX secolo descritta da Baudelaire è una città affollata, frettolosa, dalla comunicazione veloce e tentacolare. In essa contano solo le banche e le imprese industriali motivo per cui gli artisti sono costretti a riconoscere che l’arte ha perso la sua centralità e subiscono un processo di massificazione che li rende uomini come altri fra la folla.

Con il preciso intento di scovarli invece, dal 12 febbraio per un anno, nella stazione Porta Nuova di Torino è stato collocato un pianoforte a muro che esibisce la scritta: ”SUONAMI, SONO TUO!”.

L’idea di mettere uno strumento musicale a disposizione dei passanti nasce sette anni fa dall’inglese Luke Jerram. Il suo progetto è stato così imitato dalle Ferrovie dello Stato che hanno provveduto a dotare temporaneamente di pianoforti le stazioni di Venezia Santa Lucia, Firenze Santa Maria Novella, Roma Tiburtina, Milano Centrale e infine Porta Nuova.

In quest’ultima nemmeno una settimana è passata dall’inaspettata apparizione dello strumento, ma già numerosissime sono state le sonate eseguite: spaziando dai ritornelli più semplici e improvvisati, fino ai brani classici di Chopin, Bach e Pachelbel. Pochi giorni sono dunque bastati per rivelare quanti artisti in realtà siano nascosti nella folla.

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La vita metropolitana scorre all’insegna dell’efficienza e della puntualità; le giornate dei cittadini moderni, tanto più se pendolari, sono spesso e volentieri dominate dalla frenesia che ormai è divenuta quasi uno stile di vita. Viste da questa prospettiva le nostre metropoli, la nostra Torino, non sono poi tanto diverse dalla Parigi di Baudelaire.

Così una melodia prima di cominciare la giornata di lavoro, una sinfonia fra un impegno e l’altro o come conclusione di un pomeriggio di studio, può ravvivare le nostre giornate. 88 tasti bastano per offrire, per chi riesce a coglierlo, uno slancio emotivo e permettere un simpatico e fantasioso excursus anche nei giorni più impegnativi o più seriosi. Un pendolare può divenire, anche solo per pochi minuti, un artista di strada e la stazione di Porta Nuova un grandissimo palcoscenico.

 

 

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