L’arte “inscatolata”.

Eccesso di zelo nel tentare di non offendere una diversa cultura o mancanza di rispetto per le nostre radici e l’arte in generale? Questo il quesito su cui si sta dividendo nelle ultime ore l’opinione pubblica, riguardo quanto accaduto a Roma il 26 gennaio: infatti, in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Rohani, si è deciso di coprire completamente con grandi pannelli bianchi alcune statue di nudo dei Musei Capitolini, per scongiurare il rischio di urtare o imbarazzare l’ospite. Una scelta tanto singolare e plateale ovviamente non poteva che destare una vasta polemica, tra chi ritiene si tratti di un gesto comunque corretto, sebbene esagerato, e chi sente invece lese l’identità culturale e la storia del nostro Paese.

Nella combo a sinistra la Venere Capitolina, e a destra la statua coperta durante la visita del presidente iraniano Hassan Rohani. Roma, 26 gennaio 2016. ANSA/

Nella combo a destra la Venere Capitolina, e a sinistra la statua coperta durante la visita del presidente iraniano Hassan Rohani. Roma, 26 gennaio 2016. ANSA/

Al di là dell’appropriatezza o meno della decisione, sarebbe invece interessante ragionare su come una qualsiasi forma di arte possa risultare a tal punto offensiva da essere censurata. Non si tratta infatti del primo caso nella storia in cui si sia cercato di “correggere” un’opera reputata per qualche motivo eccessiva: sicuramente l’episodio più famoso riguarda il pittore Daniele da Volterra, incaricato di coprire i nudi presenti nel “Giudizio universale” di Michelangelo, poiché divenuti sconvenienti nel periodo della Controriforma. In tempi più recenti “La colazione sull’erba” di Edouard Manet non fu esposta al Salon ufficiale di Parigi, perché considerata scandalosa e ambigua dai suoi contemporanei. Anche artisti del calibro di Gustav Klimt e Marcel Duchamp subirono svariate volte il medesimo trattamento.

Questi sono solo gli esempi più famosi, ma in moltissime altre circostanze le istituzioni hanno ritenuto che una statua, un dipinto o un libro potessero essere a tal punto inappropriati da impedirne la fruizione.  Ragionando secondo questi schemi si finisce però per legare l’arte alle vicende contemporanee, riducendola a strumento per allietare alcuni o a probabile causa di offesa per altri. Così facendo, dimentichiamo che l’arte, prima di tutto, è pura espressione dell’artista, è il mezzo attraverso il quale egli comunica se stesso e le proprie idee, quindi assolutamente svincolata dalla sensibilità del pubblico, che di conseguenza può apprezzarla o meno, ma certamente non venirne urtato, trattandosi di qualcosa di tanto intimo e personale. Insomma, aveva ragione Oscar Wilde nel sostenere che “l’Arte è solo per l’Arte”, limitiamoci a contemplarla.

fonti:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/26/foto/statue_nude_coperte_per_non_offendere_rouhani-132049380/1/#1

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/01/25/rohani-a-romacoperte-alcune-statue-di-nudi-musei-capitolini_aee03593-589b-427c-bf2e-6e1ee69e2845.html

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