IN RICORDO DI UN SOGNATORE

Cinque gli spari che risuonarono nella fredda New York di 34 anni fa. Era l’8 dicembre 1980 e sulla 72esima strada, dopo un pomeriggio passato a registrare nel Record Plant Studio con la moglie Yoko Ono, John Lennon moriva assassinato. L’artefice dell’attentato è Mark Chapman, un suo fan di 25 anni con gravi problemi mentali, che mise fine alla carriera, musicale e non, del leader dei Beatles.

Una morte troppo violenta toccò ad un uomo che impiegò la sua vita per la divulgazione di ideali pacifisti. Personalità senza retorica e trionfalismi, Lennon non spettacolarizzò mai la sua arte. La sua musica, il suo rock divennero i veicoli del suo messaggio di pace. Così ideali di solidarietà, condivisione, fratellanza, uguaglianza vennero dipinti sui pentagrammi di canzoni quali ”Give peace a chance”, ‘‘Happy Xmas”, ”Imagine” e molte altre ancora. Vissuto durante gli anni della sanguinosa guerra del Vietnam (1960-1975), Lennon non si pronunciò unicamente attraverso la sua musica, ma il suo impegno pacifista si concretizzò in vere e proprie manifestazioni, non violente, di protesta. Prima fra tutte il ”Bed-in” (espressione che deriva dalla storpiatura del termine di protesta ”sit-in”) di due settimane effettuato da John e Yoko nelle città di Amsterdam e Montreal. Sfruttando l’interesse mediatico che il loro matrimonio avrebbe suscitato, i due stravaganti musicisti decisero di passare il loro viaggio di nozze nelle due città, rimanendo eternamente a letto. Durante i primi sette giorni, trascorsi ad Amsterdam, venne lasciato alla stampa libero accesso, dalle 9 del mattino alle 9 di sera, alla loro camera da letto e i due neosposi si fecero trovare in pigiama mentre pronunciavano parole contro la guerra e qualsiasi forma di violenza. La seconda settimana, a Montreal, John e Yoko invitarono nella loro camera amici e conoscenti con cui dialogarono, cantarono e suonarono. Fu in questa occasione che venne registrata la celebre canzone ”Give peace a chance”. Un’altro episodio famoso vede invece i due giovani manifestare contro il razzismo girando per strada totalmente coperti da un sacco e parlare con le persone che incontravano. Conciati in questo modo i tratti somatici venivano oscurati a favore dell’aspetto interiore.

Bed-In_for_Peace,_Amsterdam_1969_-_John_Lennon_&_Yoko_Ono_17

John Lennon fu un cantautore, un polistrumentista, un poeta e un attivista. Era prima di tutto un’amante dell’armonia, che essa scaturisse dalla combinazione di una manciata di note, di parole o di popoli.

Per celebrare il trentaquattresimo anniversario della sua morte voglio lasciarvi con una sua citazione:

 

“Non ho paura di morire, sono preparato alla morte perché non ci credo. Penso che sia solo scendere da un’auto per salire su un’altra”

 

A questo punto ricordo con piacere che l’8 dicembre di tre anni dopo quel fatidico giorno nacque Jim Morrison.

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