I COLORI DELL’ANIMA – MODIGLIANI E LA BOHÈME DI PARIGI AL GAM

Per riuscire a cogliere appieno il significato della parola ”bohème” si dovrebbe entrare, a sera inoltrata, per bere un goccio di vino, in uno dei cabaret di Montmartre, magari “Le Lapin agile” o “Le Chat noir“, di una Parigi del primo novecento. Fra i tavoli sarebbe difficile non incontrare i poeti Guillaume Apollinaire e Max Jacob, o artisti quali Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcousiss, Survage, Picasso e Modigliani. Si tratta niente di meno dei principali esponenti della ”Scuola di Parigi”, nome collettivo con cui si indicano gli artisti stranieri presenti nella capitale francese nei primi anni del novecento. Questa espressione non indica alcuna unità di intenti, né la condivisione di ideali artistici, né un raggruppamento sentito come tale, ma soltanto la comune volontà di vivere in pieno il clima culturale di Parigi. Infatti, a differenza delle correnti accademiche, essi attingevano la loro ispirazione dalla vita cittadina, dai caffè, dai bordelli, dalle strade affollate. Così definisce Honoré de Balzac la bohème parigina: “La parola bohème dice tutto. La bohème non ha nulla, e vive soltanto di quello che possiede. La speranza è la sua religione, la fede in se stessa la sua legge, la carità finisce con l’identificarsi con le sue risorse. Questi giovani sono più grandi delle loro disgrazie, inferiori alla loro fortuna, ma superiori al loro destino”. Con l’obbiettivo di mostrare la straordinaria atmosfera della “Scuola di Parigi” viene allestita al Gam di Torino la mostra ”MODIGLIANI E LA BOHÈME DI PARIGI“. Dal 14 marzo al 19 luglio sarà così possibile aggirarsi fra le tele e le sculture di Modigliani e di quegli artisti che resero la capitale francese tanto attiva e fertile creando una completa simbiosi tra vita e arte.

img_9186img_9291

Protagonista di questo evento è appunto Amedeo Modigliani, per gli amici Modì, che, si dice, “passò come una meteora, tutto grazia, tutto collera, tutto sprezzo”. Artista livornese, a Parigi condusse una vita disordinata, tormentata dalla miseria e dalle inquietudini, ma mai noiosa. Inizialmente si dedica alla scultura, ma i ritratti sono il suo forte: ricorre a un disegno dalla linea fluida, guizzante e a un nuovo, raffinato senso delle proporzioni. I suoi soggetti spesso sono i suoi amici, le sue amanti, ma anche persone incontrate a caso per strada. In tutte le sue opere l’obbiettivo dell’artista è sempre lo stesso: raffigurare l’anima della persona che gli sta davanti, tanto più se è un suo amico. Così Modigliani cerca di definire le forme in modo che parlino soprattutto del mondo interiore dei suoi soggetti. Oltre al volto ovoidale e al collo allungati, caratterizzanti le sue opere sono gli occhi senza iride nè pupilla, trasparenti o color del cielo. Per concludere con parole dello stesso Modì: “Con un occhio guardi il mondo, con l’altro guardi dentro di te”.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone