DE QUELLE MANIèRE JE ME TAIS

“A cosa pensi?”-  Mi chiese.

Non seppi rispondere nulla. O probabilmente l’unico pensiero che avevo mi rimase

serrato in gola , invischiato, chiuso, solo mio. Ma

stava bene dove stava.

Io ero soltanto impegnata ad osservare la tua nuova crepa lieve

all’angolo destro della tua bocca, sul labbro inferiore.

Tu non potevi sapere che lei esisteva, era

nata con me.  Il rimasuglio solcato appena di uno di quei solo tuoi sorrisi “tenuti lunghi”.

 

BORDàTA

Circostanze che solo il tempo fa reinventare.

Mi chiedo: ti abbandoneresti mai?

I tuoi occhi mi guardano per un attimo interminabile. Sono sempre gli stessi, li riconosco

ancora

dopo tutto questo tempo

quelli furbeschi, selvatici, affamati di risposte. Silenziosi

tornano a riflettersi in un paesaggio in corsa, veloci, sembrano nudi.

Sono la mia bonaccia invernale.

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