Volontari per Carmagnola: quando lavorare gratis non è una perdita di tempo

Buona notizia per chi si sente insoddisfatto.
La scorsa Sagra del Peperone è stata possibile grazie al contributo di moltissimi enti e associazioni e all’impegno di centinaia di persone, tra queste circa 150 volontari, di cui una ventina aderenti al progetto “Volontario per la mia città” promosso dal Comune.
Tuttavia la buona notizia non risiede tanto nelle cifre quanto nell’esistenza di una simile iniziativa. Essa, infatti, permette a tutti coloro che abbiano compiuto 18 anni di rendersi utili per la propria città, dalla manutenzione urbana, alla sorveglianza durante le mostre, all’assistenza negli eventi, senza richiedere altri requisiti se non la voglia di fare.
Davanti alla parola “volontariato” di solito ci si ferma pensando che si tratti di spendere il proprio tempo “per niente”, dato che non si riceve uno stipendio, mentre, soprattutto in questi tempi di crisi, la priorità è quella di trovare un lavoro. Tuttavia una cosa non esclude l’altra, e, anzi, un’attività di questo tipo potrebbe essere addirittura terapeutica.
Infatti chi è in pensione, chi ha perso il lavoro o chi ne ha uno che non ama può testimoniarlo: prima ancora del danno economico questo tipo di esperienza causa danni “emotivi” come il senso di inutilità e la noia, l’idea che non si possa fare più nulla per le persone che si hanno attorno e che non si abbia più modo di realizzarsi.
Prendersi cura di un’area verde, o aiutare nella gestione di un evento in città non garantisce i soldi per fare la spesa, ma permette di avere molti degli altri vantaggi che spesso vorremmo ottenere anche dal nostro lavoro: conoscere persone nuove e confrontarsi con loro, imparare, acquisire maggiori competenze, impegnarsi per qualcosa e sentirsi soddisfatti del risultato ottenuto, vedersi apprezzati per ciò che si fa. Non abbiamo tutti un po’ bisogno anche di questo?
Non si tratta del banale luogo comune “i soldi non fanno la felicità”, la sicurezza economica è una priorità, ma non è l’unico motivo per cui vale la pena lavorare e impegnarsi e neanche l’unico obiettivo di una persona.  Esistono altri bisogni, altre esigenze, ai quali spesso le risposte scarseggiano. Scoprire che esistono tanti mondi di rendersi utili oltre all’impiego lavorativo può essere, quindi, una notizia preziosa.

Vi è inoltre un altro aspetto da non tralasciare: piovono le lamentele sui tanti piccoli e grandi problemi che ha la nostra città, talvolta sono motivate, ma spesso non ci rendiamo conto che per risolvere alcune criticità basterebbe proporsi di agire personalmente: magari decidendo di ridipingere la panchina sotto casa o prendendosi cura di un’aiuola. Qualcuno potrebbe vederla come un’ingiustizia, perché spesso si pensa che questo tipo di attività non rientrino tra i ruoli di un cittadino. Tuttavia un piccolo gesto positivo, anche se va un po’ oltre quelli che riteniamo essere i nostri doveri, porta a risultati molto migliori di una lamentela e produce meno danni al nostro sistema nervoso, quindi diventa un favore fatto a noi stessi oltre che agli altri.
Per chi volesse proporsi come volontario è possibile contattare la referente del progetto, Loredana Bove, al numero: 011/9724238. Magari, da una semplice telefonata, si potrebbe scoprire che, oltre a guadagnare, abbiamo bisogno anche di spenderCI.

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