Vocabolario da Pride (vol.2)

In questo breve articolo proverò ad aggiungere qualche termine al mini vocabolario da “Pride”elaborato la scorsa settimana. La speranza è che questo lavoro possa essere d’aiuto per chi, in questa difficile materia, si senta spaesato dalle migliaia di voci contraddittorie che si sono susseguite in questi giorni.
Prima di cominciare con le definizioni vere e proprie, si devono porre un paio di premesse per rendere più chiaro quello che si andrà a leggere.
È inutile negare la natura fortemente politica di questo ambito del diritto: è sufficiente ricordare come tra le pochissime norme civilistiche francesi che hanno faticato a ritagliarsi uno spazio nell’ ordinamento italiano la maggior parte riguardano proprio il diritto di famiglia e in particolare l’istituto del matrimonio. Il mio obiettivo è quindi provare a essere il più oggettivo possibile nell’esposizione, in modo tale che questo articolo possa essere fonte di discussioni costruttive e non piuttosto l’ennesimo arroccamento ideologico.
Un’ultima premessa riguarda uno dei testi di riferimento obbligatori in materia, il disegno di legge presentato dalla senatrice Monica Cirinnà. Proprio perché il testo non è ancora legge, è possibile che la base qui utilizzata diventi inattuale ed è dunque necessario che io specifichi che ho analizzato la versione presentata il 15 Marzo 2015. Eventuali modifiche significative potranno essere l’oggetto di un prossimo intervento.

Famiglia: si tratta di un concetto tanto affascinante quanto pericoloso. La prima riflessione che propongo probabilmente provocherà già qualche sguardo torvo, ma è fondamentale per capire cosa oggi intendiamo per famiglia: l’affermazione per cui “la famiglia è sempre esistita” è falsa.È impossibile trovare una definizione di famiglia che si adatti ad ogni contesto storico. Possiamo solo provare a descrivere quali sono gli elementi che caratterizzano la famiglia come oggi la intendiamo. Per fare questo mi affido alla definizione data dai professori dell’Università di Torino Leonardo Lenti e Joëlle Long: «Si tratta del gruppo sociale ristretto caratterizzato da una convivenza stabile sotto lo stesso tetto e dalla condivisione gratuita dell’uso dei beni strumentali necessari per la vita famigliare, indipendentemente da chi ne sia proprietario.Ne fanno parte anzitutto una coppia […], i loro eventuali figli […] e in via eventuale uno o più ascendentio altri parenti.» La famiglia così descritta ha poi un’ampia serie di declinazioni, si pensi ad esempio alla famiglia monoparentale composta da un solo genitore e i figli di questo. Il fattore che è dunque alla base della famiglia odierna è l’amore reciproco che unisce i suoi membri.
Nella nostra Costituzione troviamo un’interessante definizione all’articolo 29: «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Il dettato costituzionale parrebbe contraddire tutto quello che ho precedentemente esposto, ma non dobbiamo scordare la fondamentale influenza della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul nostro ordinamento, che ha più volte ribadito, come il rispetto della vita famigliare sia tutelato in modo indipendente rispetto ad un eventuale fondamento matrimoniale. Possiamo dunque affidarci alla definizione precedente senza alcuna paura di essere smentiti dal giudice italiano.

Matrimonio: con la parola matrimonio si indica sia l’atto che sancisce ufficialmente la legale unione di due persone sia il rapporto che viene creato da quello specifico atto.index
Senza voler procedere in un’analisi approfondita di questo istituto e presumendo che oramai sia chiara la distinzione tra matrimonio civile e il matrimonio religioso con effetti civili, credo sia importante definire i requisiti per poter contrarre il matrimonio.
Possono contrarre matrimonio secondo l’ordinamento italiano due persone di sesso diverso, capaci d’intendere e di volere, non interdette per infermità mentale, maggiorenni e fra le quali non sussista uno degli impedimenti indicati dalla legge.
Per il nostro vocabolario è importante soffermarsi sul fatto che il matrimonio sia riservato esclusivamente a persone di sesso diverso. Non ci sono più dubbi su questo, alcune recenti pronunce della Corte Costituzionale hanno sottolineato come non ci sia nessun tipo di preclusione ideologica alla base di questo principio, ma che la scelta è frutto del sistema normativo italiano.
La Corte Costituzionale ha nello stesso tempo affermato nella sentenza 138/2010 che “due persone dello stesso sesso hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere il riconoscimento giuridico”, ha quindi rilevato una grandissima lacuna tra le leggi nostrane, la mancanza di una possibilità di riconoscimento per le coppie omosessuali che non sia il matrimonio così come previsto all’articolo 29 della Costituzione.

PACS: il riconoscimento giuridico le coppie omossessuali sono riuscite a trovarlo in altri Stati. In particolare, spesso abbiamo sentito parlare del PACS e proviamo qui a spiegare di cosa si tratta. Questa sigla indica il Patto Civile di Solidarietà, cioè una particolare forma di unione prevista in Francia dal 1999. Possiamo definirlo come un contratto tra due persone maggiorenni stipulato al fine di regolare la loro vita comune.
Quello che è importante sapere è che è usufruibile sia da persone di sesso diverso che da persone dello stesso sesso.

Unione Civile: proprio in questi giorni si sta lavorando sull’introduzione in Italia di questo riconoscimento giuridico per le coppie. Proviamo dunque ad analizzare il disegno di legge in questione per capire un po’ meglio la situazione attuale.
“Due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, di seguito denominate «parti dell’unione civile», possono contrarre tra loro un’unione civile per organizzare la loro vita in comune.” Questo è il primo comma del primo articolo del disegno di legge e già da questo possiamo rilevare alcuni aspetti importanti di questa nuova forma di unione. Si parla di “due persone maggiorenni”, non importa di quale sesso.unionicivili-evid
È giusto in questo ambito ricordare la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo Vallianatos et autres c. Grèce nella quale si è proibito agli stati di prevedere delle unioni registrate solo per le coppie eterosessuali o solo per le coppie omossessuali.
Senza volermi sostituire ai tanti autori che hanno scritto sull’argomento e che sono più preparati di me in un’analisi di questo nuovo istituto, vorrei solo sottolineare come sia interessante la scelta di questo disegno di legge di rimandare a molte norme del Codice Civile che disciplinano il matrimonio e che quindi saranno applicabili anche alle unioni civili in ambiti anche importanti come i rapporti personali e patrimoniali, la successione, la nullità dell’atto, lo scioglimento del rapporto. L’unione civile dovrebbe quindi porsi come uno strumento, almeno potenzialmente, in grado di fornire una adeguata tutela delle future coppie che ne usufruiranno.

Famiglia di fatto: è il gruppo sociale composto da una coppia e i relativi figli.
La lacuna del diritto italiano riguarda solamente i rapporti reciproci all’interno della coppia;invece è già perfettamente normato il rapporto della coppia nei confronti dei figli.

Mattia Perucca

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