Una landa pericolosa e selvaggia chiamata… Alpi?

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Recentemente tutti abbiamo sentito parlare dell’orsa Daniza, che ha aggredito un escursionista avvicinatosi troppo ai suoi cuccioli sui monti del Trentino. Il caso ha immediatamente scatenato un acceso dibattito tra due fazioni contrapposte: chi sosteneva di dover trasferire, o persino abbattere, questi animali potenzialmente pericolosi, e chi invece attribuiva la causa dell’incidente sia all’istinto naturale, sia alla scarsa prudenza della vittima.

Purtroppo sappiamo come si è conclusa la vicenda (l’orsa è stata uccisa con una dose eccessiva di anestetico mentre veniva sedata), ma questo episodio ci offre l’opportunità di affrontare una situazione molto più frequente di quanto si potrebbe immaginare, ossia la convivenza forzata tra uomo e fauna selvatica. Non è molto noto, ma non sono solo gli orsi ad entrare in contatto con noi “bipedi” sempre più spesso: infatti, con il progressivo spopolamento delle valli, anche i lupi stanno cominciando a riconquistare territori che avevano abbandonato da anni, soprattutto su Alpi e Appennini.

 

Branco.lupi-800Ovviamente la presenza di questi predatori potrebbe mettere in allarme molti, e in particolare gli allevatori, che temono per le proprie greggi. Prima però di cadere vittime di una psicosi collettiva, forse sarebbe bene chiedersi se questi nuovi coinquilini siano realmente una minaccia: secondo gli esperti del comportamento animale, orsi e lupi sono animali essenzialmente schivi, che tendono, per quanto possibile, a non interagire con l’uomo e anzi lo temono. Quindi aggressioni o attacchi si verificano molto raramente e, solitamente, solo in seguito a comportamenti provocatori. A correre qualche rischio in più è chiaramente il bestiame, che però può essere protetto attraverso moltissimi metodi, che vanno dai più classici cani da guardia e recinzioni elettrificate, fino ai modernissimi dissuasori acustici e ottici.

Lupi e orsi dunque non parrebbero un pericolo, ma il WWF si spinge ancora più in là, arrivando a dichiarare che possono rivelarsi “utili” per l’ecosistema: infatti un altro dei problemi che affligge le zone montane è la presenza di un numero eccessivo di ungulati (cervi, daini, caprioli…), dovuta alla mancanza di predatori. Con il ritorno di lupi e orsi le popolazioni di questi animali potrebbero essere tenute sotto controllo in modo assolutamente naturale, senza dover ricorrere alla caccia.

Alla luce di queste informazioni, forse ci toccherà riabilitare l’immagine del lupo, tanto cattivo nelle fiabe, quanto indispensabile per l’ambiente.

Fonti:

piemonte.wwf.it

lifewolfalps.eu

 

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