“Snobbare” la scienza: l’esempio di Rosetta-Philae.

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Avvenimento incredibile pochi giorni fa! Per la prima volta in assoluto la sonda spaziale Philae è riuscita ad atterrare illesa sulla superficie di una cometa: la notizia, che sarebbe già straordinaria di per sé, acquista un valore aggiunto se consideriamo che questo successo è da attribuire all’Esa (Agenzia Spaziale Europea), la quale non gode certamente della stessa ammirazione riservata ad organismi simili in altri stati. Ora che l’atterraggio è avvenuto correttamente, avranno inizio i test per cui la missione è stata immaginata, che consistono nel prelevare campioni di materiale dalla cometa 67 P/ Churjumov-Gerasimenko e analizzarli in loco alla ricerca di informazioni sulle origini del Sistema Solare, epoca in cui questi corpi celesti si sono formati.

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Oltre agli importantissimi risvolti scientifici che questa impresa potrà generare, ciò che colpisce maggiormente è che una simile opera di ingegneria tecnologica sia stata concepita e realizzata con un notevole contributo dell’Italia, ma che nel nostro paese quasi nessuno ne sia al corrente. Potrà sembrare strano, ma la trivella che avrà l’arduo compito di perforare il ghiaccio intorno al nucleo della cometa non è stata realizzata dalla NASA, bensì dal Politecnico di Milano, mentre la struttura della sonda “madre” è stata assemblata proprio a Torino; infine, anche la guida del centro che ha coordinato le operazioni di atterraggio era affidata ad un nostro connazionale.

La preparazione e la realizzazione di un simile progetto dovrebbero, a ragion di logica, ricevere parecchio spazio da parte dei media, sia per l’importanza scientifica intrinseca dell’esperimento, sia per la componente ingegneristica che lo stesso richiede, mettendo così in luce il lavoro che moltissimi ricercatori svolgono ogni giorno per far progredire le conoscenze e, insieme ad esse, il mondo intero. Queste missioni infatti potrebbero sembrarci uno spreco di risorse impiegate in modo poco concreto e funzionale, ma proprio dalla ricerca e dagli studi “fini a sé stessi” molto spesso si sviluppano innovazioni, che in seguito potrebbero entrare a far parte della quotidianità di ognuno di noi.

Ergo, parliamo dei successi della scienza, anche se possono sembrarci distanti anni luce (e in questo caso lo sono letteralmente…)! Chissà che un giorno non si costruiscano case con gli indistruttibili materiali di cui è composta una sonda interplanetaria!

www.lastampa.it/2014/11/12/scienza/la-sondarosetta…/pagina.html

www.centrometeoitaliano.it

www.wired.it

 

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