Razzismo, una tentazione sempre presente

Oggi alle 18:00 si terranno nel duomo di Fermo i funerali di Emmanuel Chidi Nnamdi, il profugo morto il 5 luglio scorso in seguito ad una colluttazione con l’imprenditore agricolo Amedeo Mancini. Il caso ha destato grande scalpore poiché a scatenare la lite pare siano stati alcuni appellativi offensivi, tra cui anche “scimmia”, rivolti da Mancini a Chinyere, la moglie del profugo nigeriano. Ovviamente la vicenda addolora già di per sé, ma ciò che più colpisce è di certo l’aggravante del razzismo, che infatti viene contestata all’imputato anche dalla procura. Si tratta soltanto dell’ultimo episodio di questo genere avvenuto in Italia, ma non dimentichiamo che anche all’estero simili tendenze aggressive ed intolleranti stanno prendendo sempre più piede, come dimostrano le recenti proteste della comunità afroamericana contro l’eccessiva durezza della polizia nei suoi confronti e il ruolo fondamentale dell’immigrazione nella scelta inglese di uscire dell’Unione Europea.download

In effetti è inutile far finta che il problema non esista: purtroppo non possiamo affermare che la nostra società sia del tutto tollerante ed esente da pensieri e comportamenti razzisti. Forse in parte ciò può essere motivato dalla fisiologica paura del diverso, che inevitabilmente spaventa, trattandosi di qualcosa di sconosciuto ed estraneo al nostra quotidianità. Insomma: “… non vi è nulla di barbaro o di selvaggio, se non che ognuno chiama barbarie ciò che non è nei suoi usi”, come sosteneva Michel de Montaigne.

Oltre a questa spontanea paura dell’ignoto, è poi innegabile che il successo delle teorie razziali sia sempre stato legato, anche storicamente, a momenti di grande difficoltà e incertezza: in un mondo che pare sempre più complesso e ingovernabile, con le conseguenze di una crisi economica così duratura, può essere rassicurante cercare un capro espiatorio, un avversario, cui attribuire la colpa delle proprie difficoltà. Così facendo però non si andrà certo ad agire sulle cause scatenanti del malessere generale, ma si tenderà a considerarne una minuscola parte, perché più facilmente gestibile, ma non risolutiva.

no_razzismo_web_panel1Un rimedio definitivo è quasi impossibile da trovare, però forse mantenersi informati e cercare sempre di ragionare con lucidità, senza farsi trascinare dalla “pancia”, potrebbe rivelarsi già molto utile contro ogni tendenza razzista e xenofoba.

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