Promemoria antifascista

Questa non è una buona notizia, ma va comunque raccontata.

Poco più di una settimana fa davanti all’IISS Baldessano-Roccati (sede di viale Garibaldi) sono stati distribuiti alcuni volantini del movimento Azione Studentesca, recanti una croce celtica e la scritta “Boia chi molla” oltre a una serie di frasi volte a chiarire la posizione del gruppo su una serie di argomenti riguardanti la scuola. “Azione Studentesca” è un movimento studentesco rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, autonomo, quindi svincolato dai partiti, ma dichiaratamente legato alla destra.
Il fatto ha suscitato una certa preoccupazione tra gli insegnanti, gli studenti e in generale tra alcuni gruppi di carmagnolesi in quanto la grafica richiama simboli associati al fascismo e il volantino è stato distribuito proprio davanti alla scuola, luogo per eccellenza della formazione dei cittadini.

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Volantino di Azione Studentesca distribuito a Carmagnola

L’intento del volantinaggio, afferma il carmagnolese Lorenzo Stella, che ha distribuito in prima persona i volantini, era quello di attirare l’attenzione dei ragazzi e mostrare loro che esiste un’altra visione della scuola , diversa da quella mostrata generalmente, nonché di sondare le possibilità di creazione di un nucleo di Azione Studentesca anche a Carmagnola. Simboli così forti sono stati utilizzati proprio per non passare inosservati e caratterizzare fortemente la proposta data agli studenti, mentre riunioni e eventi successivi organizzati dal movimento sarebbero stati il momento per definire meglio le posizioni del gruppo con gli studenti che avessero dimostrato interesse. Lo stesso Stella ha espresso la disponibilità di incontrare i ragazzi a scuola per discutere del movimento.

La notizia non è tanto il volantinaggio di per sé, che non sembra aver riscosso particolare attenzione da parte degli studenti o essere espressione di un movimento di estrema destra ben organizzato a carmagnola, bensì lo spiazzamento che questo evento ha creato negli animi di tutti coloro che, più o meno esplicitamente, si ritengono antifascisti.
Dapprima c’è stata l’indignazione, imperversata anche sui social network con post più o meno efficaci che si scagliavano contro il volantino, poi ci si è domandati cosa si potesse fare per contrastare il fenomeno, soprattutto negli ambienti più politicamente schierati. Tuttavia qualunque contro-azione rischia di dare maggiore, e in questo caso probabilmente eccessiva, risonanza all’atto che l’ha generata. Così si è spesso giunti a uno stallo, e ci si è convinti che il lasciar correre fosse la soluzione meno dannosa, tant’è che al momento poche sono state le reazioni che abbiano avuto una certa eco.
Giusto così? Forse. L’antifascismo non si riassume in un comunicato stampa o in una manifestazione, così come il fascismo non si riassume in un volantino o nell’uso di certi simboli. Si tratta di due mentalità, di due modi di vivere e di rapportarsi con il prossimo che sono molto altro rispetto a una manifestazione esteriore o a una posizione politica.

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Giovani carmagnolesi durante il flash mob del 25 aprile 2014

Essere antifascisti significa battersi per la libertà di parola anche di chi non la pensa come noi, non solo indossando all’occorrenza una maglietta con la scritta “Je suis Charlie”, ma difendendo davvero il diritto di tutti di esprimersi così come quello di dissentire. Significa difendere la scuola affinché sia il luogo dove non solo si imparano nozioni, ma si forma lo spirito critico dei cittadini, ovvero la capacità di ragionare con la propria testa senza farsi manipolare dal prossimo, qualunque sia il suo orientamento politico.
Essere antifascisti significa rispettare l’altro e giudicarlo solo in base a quello che fa e mai per quello che è, significa non avere paura del diverso, o almeno far sì che questa paura non guidi le nostre azioni.
Essere antifascisti significa anche molto altro, ma, come molte cose importanti, l’antifascismo va “fatto” e non spiegato, ed è dovere di chiunque si dichiari antifascista rendersi degno, con le proprie azioni, di questa definizione.

Ai ragazzi delle scuole va un invito: schieratevi sempre, ma non permettete a nessuno di dirvi da che parte dovete stare perché questo è quello che fa il fascismo, impone regole arbitrarie e costringe a rispettarle, privilegiando qualcuno e discriminando altri. Battetevi affinché ciascuno sia libero di pensare e dire quello che crede, di essere di destra o di sinistra, senza condizionamenti. Questo è antifascismo, ogni uomo libero è, in quanto tale, antifascista.

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